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GLI "INCONTRI" DI GIAN LUIGI RONDI

di Elettra Ferraù

Suscita una grande emozione e un profondo rimpianto avere tra le mani "INCONTRI" di Gian Luigi Rondi, pubblicato postumo e presentato in occasione della Festa del Cinema di Roma 2016. Emozione per i tanti ricordi che ho di questa splendida persona che è stata fra le amicizie più preziose della mia famiglia. Rimpianto per non avergli potuto trasmettere fino in fondo il mio, il nostro orgoglio per le belle cose che abbiamo fatto insieme, piccole cose, rispetto all'immane volume di lavoro intellettuale che Gian Luigi ha svolto fino all'ultimo giorno della sua vita, ma per noi cose importanti. 6BarberiniRondi

Ma veniamo a "INCONTRI", (EdizioniSabinae). Nell'introduzione l'Autore spiega il perché di questa opera e il perché del numero di persone (21) che ha voluto ricordare. Poiché i nomi sono rigorosamente in ordine alfabetico, troviamo per primo Giulio Andreotti, conosciuto da giovanissimo, amico di una vita e che gli aveva detto subito: "Dammi del tu, siamo entrambi giornalisti". Gianluigi Rondi ricorda fra l'altro come Andreotti abbia voluto fortemente risolvere i problemi legislativi del cinema.

Il grande regista svedese Ingmar Bergman, conosciuto a Stoccolma, e da lui premiato con il Leone d'Oro al Festival di Venezia di cui era Direttore, ha lasciato un segno indelebile nel panorama dei suoi tanti ricordi.

incontri7Un bel capitolo di "INCONTRI" è dedicato a Simone Casavecchia (EdizioniSabinae), che Rondi descrive così: "…un giovanotto alto, capelli un po' lunghi, un colorito metà roseo metà olivastro, un'andatura da studioso ma, fortunatamente senza la gobba come invece i tanti studiosi che ho conosciuto". Con Casavecchia è iniziato uno splendido rapporto di lavoro arricchito dal sopraggiungere di un'amicizia vera; insieme hanno realizzato "Rondi visto da vicino" (2008, titolo chiaramente ispirato a Andreotti…), seguìto da opere pregevolissime quali "Immagini del cinema viste da Gian Luigi Rondi" (2013), Tutto il cinema in 100 (e più) lettere (2015, in coedizione con il Centro Sperimentale di Cinematografia), "Le mie vite allo specchio. Diari 1947-1997" (2016). 

Non poteva mancare René Clair nell'elenco dei 21 personaggi incontrati dall'Autore: René Clair al quale Rondi volle dedicare un intero Festival a Rona, il "Festival René Clair", affidato alla sua formula magica "Non è difficile realizzare un film che piace alla critica e non è neanche difficile realizzare un film che piace al pubblico; è invece difficilissimo realizzare un film che piace sia ai critici, sia agli spettatori".

Gli altri grandi nomi di personaggi del cinema italiano e straniero, dell'arte, del giornalismo, della musica, della politica, che Gian Luigi Rondi ha incontrato e presentato nel suo libro, sono: Silvio D'Amico, Suso Cecchi D'Amico, Giorgio De Chirico, Piera Detassis ("Quando dal 2008 al 2011, sono stato Presidente del Festival di Roma, che prima, come del resto anche oggi, si era denominato Festa di Roma – scrive – avevo trovato come Direttore Artistico Piera Detassis che non conoscevo e confesso che ci fu subito un colpo di fulmine"); ed ancora: Gianni Letta ("Un uomo potente"), Mario Longardi ("Il mio migliore amico"), Ennio Morricone, Ermanno Olmi ("Il poeta del cinema italiano"), Adriano Ossicini, Eugenio Pacelli, Pio XII ("Un Papa che aveva saputo vincere le tante battaglie di quella guerra che aveva devastato tutto attorno"), suo fratello Brunello Rondi, di pochi anni più giovane e che gli ha riconosciuto fin da piccolo carisma e autorevolezza, Eugenio Scalfari, Oscar Luigi Scalfaro, Walter Veltroni, Monica Vitti ("L'attrice più completa che abbia onorato il nostro cinema…"), Cesare Zavattini ("Ho sempre considerato Cesare Zavattini una bandiera"), Franco Zeffirelli ("Con Franco Zeffirelli abbiamo versato del sangue insieme").

L'Editore spiega che il libro era stato scritto e revisionato nell'estate 2016 e l'uscita era prevista in occasione del 95mo compleanno di Gian Luigi Rondi (dicembre): "La vita ha deciso diversamente. Seguendo le precise volontà dell'Autore, l'Editore lo pubblica subito dopo la sua scomparsa. Rendendogli omaggio e ringraziandolo sempre per il suo impegno e la sua professionalità. Non disgiunta mai dalla sensibilità e dall'insegnamento dato. La vita di Gian Luigi Rondi, spesa per il Cinema e per le Arti, trova coronamento in questa sua ultima opera".

(Foto Roberta Gulotta - Copyright)

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