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SUL “CASO ELISEO”: AGIS E FEDERVIVO SCRIVONO AI VERTICI ISTITUZIONALI

 

SI PONGA RIMEDIO AD UN INTERVENTO INIQUO ED INOPPORTUNO

Con l’approvazione di un emendamento in commissione Bilancio della Camera, si è consumato uno degli atti parlamentari più eclatanti in materia di spettacolo dal vivo: si è deciso di riconoscere un contributo straordinario ad personam di 8 (otto!) milioni di euro ad una società privata che gestisce un immobile di proprietà privata. Stiamo parlando della Casanova Teatro S.r.l. di Luca Barbareschi e del Teatro Eliseo”.

E’ quanto scrivono AGIS – Associazione Generale Italiana dello Spettacolo e FEDERVIVO, unitamente a tutte le associazioni di settore appartenenti ad esse, in una lettera indirizzata al Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei deputati ed al Presidente del Consiglio dei Ministri, oltre che a tutti i Senatori e i Deputati. “Nell’ambiente dello spettacolo dal vivo italiano – si legge - nessuno mette in discussione il talento artistico di Barbareschi, il suo temerario coraggio imprenditoriale e il fatto che il Teatro Eliseo abbia una storia (più che un presente, ammettiamolo senza ipocrisie) da valorizzare, ma pare francamente spropositato un intervento economico così rilevante che ne farebbe il teatro più finanziato dal FUS (più del Piccolo di Milano, per intenderci...). Non sussistendo, nel caso specifico, alcuna eccezionalità di funzioni e di livello artistico-culturale, se non un grave (questo sì, eccezionale) squilibrio economico-patrimoniale più volte pubblicamente autodenunciato dallo stesso Barbareschi, tale intervento risulta  ingiustificabile da tutti i punti di vista e va a compromettere l’equilibrio dell’intero sistema di assegnazione del FUS, in un momento particolarmente delicato nel quale, dopo un anno di tenace lavoro della Settima commissione del Senato sul Codice dello Spettacolo dal vivo e dopo mesi di proficuo confronto con il Mibact sulle modifiche del vigente Dm 1° luglio 2014, si stava tentando di rendere più equo, meritocratico ed  efficiente il sistema di finanziamento pubblico al teatro, alla musica e alla danza”.

“Per centinaia di imprese che nel corso degli anni hanno visto diminuire il FUS dallo 0,083% allo 0,026% del Pil – continuano AGIS E FEDERVIVO - e che hanno subìto dagli Enti locali tagli anche del 50%, è frustrante assistere ad atti arbitrari e opachi che hanno come unico obiettivo quello di ripianare debiti e deficit gestionali. Chiediamo quindi al Parlamento di porre tempestivamente rimedio ad un atto legislativo così iniquo e inopportuno, se davvero si sono trovate coperture economiche integrative come dichiarato dal Viceministro Morando, che si facciano convergere in modo strutturale nel FUS garantendo competitività e trasparenza attraverso regole che valgano per tutti e che davvero premino la qualità artistica e culturale, il valore delle funzioni, l’efficienza gestionale, in poche parole il merito. In tal caso, saremmo tutti lieti se Barbareschi riuscisse a guadagnarsi sul campo, giocandosi la partita ad armi pari con gli altri concorrenti, una congrua integrazione dei contributi che pure il Teatro Eliseo potrebbe meritare”.

“Agis, Federvivo e tutte le Associazioni di categoria, in rappresentanza di centinaia di imprese e molte migliaia di operatori – conclude la lettera - chiedono quindi che si ponga rimedio a tale incomprensibile privilegio e soprattutto reclamano che il Parlamento affronti in maniera più organica e strategica, e non a colpi di emendamenti su misura, il rilancio di un settore cruciale nella costruzione e preservazione dell’identità culturale italiana. Inoltre, si riservano di verificare nelle sedi opportune le legittimità del provvedimento e nel frattempo annunciano che, in segno di protesta, tutti i rappresentanti dei comparti dello spettacolo dal vivo si dimetteranno dalla Consulta per lo Spettacolo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali”.

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