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XV ISCHIA FILM FESTIVAL: THE WINNERS ARE…

25ischiapremiati

Tutti i premiati dalle due giurie ufficiali dell’edizione 2017

La Giuria Internazionale e la Giuria Italiana dell’Ischia Film Festival hanno scelto i vincitori dei concorsi del XV Ischia Film Festival.

La Giuria Internazionale, composta dal cineasta polacco Krzysztof Zanussi, dal regista e sceneggiatore Miguel Barros e dalla produttrice Dagmar Jacobsen, ha così deliberato:

Ischia Film Award al miglior lungometraggio: IMMORTALITY di Mehdi Fard Ghaderi - Motivazione della giuria: Diamo a questo film il premio per il miglior lungometraggio per l’uso coraggioso di una singola location in una singola ripresa. Oltre la sua maestranza, riconosciamo che sia un film ben scritto e recitato, il cui scopo è quello di fornire un affresco unico dell’Iran moderno. Che successo!

Menzione speciale a: Premio Castello Aragonese alla migliore regia: Alessandro Aronadio per il film ORECCHIE - Motivazione della giuria: Premiamo mr. Aronadio per la miglior regia perché crediamo che il suo film usi umorismo tensione ed immaginazione in modo ben bilanciato, il racconto procede con passo ritmico ottenendo un film davvero ben costruito.

Premio Epomeo alla fotografia cinematografica: Rocco Marra e Roberta Allegrini  per il film CAINA  - Motivazioone della giuria: Noi consideriamo la cinematografia di Caina uno specchio fedele della crudeltà e la mancanza di empatia che il film stesso denuncia. L’inquadratura mantiene le distanze, the videocamera osserva semplicemente. Le immagini sono grigie, incostanti, scure, senza luce, senza speranza.

Premio Aenaria alla migliore scenografia: George Thomson per il film LE MONDE DONT ON REVE N'EXISTE PAS - Motivazione della giuria: La scelta del paesaggio- una natura incontaminata nella quale le persone hanno ancora il tempo di vivere in contrasto con un appartamento moderno in una città caotica- è perfetta per raccontare la storia di un mondo in fuga.

Ischia Film Award al miglior cortometraggio: SELFIE di David M. Lorenz - Motivazione della giuria: Premiamo questo film per il miglior cortometraggio per l’uso preciso di tecnologie moderne, per l’uso intelligente del montaggio parallelo e per l’uso chiaro e lungimirante del discorso cinematografico in un tempo così limitato. Che colpo di scena!

Menzione speciale a: IL SILENZIO di Farnoosh Samedi e Ali Asgari; THE TRANSFER di Michael grudsky - Motivazione della giuria: Abbiamo deciso di conferire le menzioni speciali per questi due cortometraggi eccezionali che sottolineano il bisogno di comunicazione in una società così aggrovigliata. Entrambe le opere, nonostante molto differenti, offrono una chiara dichiarazione di principi espressi in modo forte e possente.

La Giuria Italiana, composta dal critico cinematografico Gianni Canova, dal giornalista Franco Dassisti e dalla scenografa Daniela Ciancio, ha così deliberato: Ischia Film Award al miglior documentario: UNWANTED HERITAGE di Irena Skoric - Motivazione della giuria: “La maturità di una società può essere misurata dal rapporto che instaura con l'eredità del suo passato”.

Suona pressapoco così la frase dell'architetto Tomislav Premerl che apre questo film. Un minuzioso lavoro di ricostruzione di un rapporto con un'eredità artistico-monumentale scomoda, che la regista Irena Skoric, per ragioni anagrafiche non compromessa con quell'epoca, fa partire da un gioco: completare un album di figurine dei monumenti della ex Jugoslavia di Tito. Testimoni muti di un passato che era “quotidiano” per molte generazioni, ora negletti o abbandonati. E così, “ce l'ho, mi manca”, la regista ci racconta il rapporto che la gente e il territorio della Croazia, hanno mantenuto con quella Storia. E perché è importante non distruggerne i segni, soprattutto quelli di valore artistico, capaci più di altri, di raccontare un'epoca. Per non diventare come chi, per furia iconoclasta, distrugge capolavori dell'umanità come quelli di Palmira.

Menzione speciale a: UN ALTRO ME di Claudio Casazza - Motivazione della giuria: Spesso i documentari si accontentano dell'urgenza del "cosa" raccontare. Claudio Casazza in Another me si interroga invece anche e soprattutto sul "come" raccontare. Il suo film non solo si (e ci) immerge nell'universo disturbato dei detenuti per reati sessuali nel carcere di Bollate, ma rompe i canoni naturalistici del linguaggio cinematografico ed usa in modo originale la sintassi filmica (dal fuori fuoco al dettaglio) per trovare una forma che chiami in causa lo spettatore e lo interroghi su quello che vede. Da questo punto di vista, grazie alla forma creata dal film, il titolo - in qualche modo - tutti ci riguarda. Another me è, in fondo, ognuno di noi. 

Premio BAYER Location Negata: THE INVISIBLE CITY [KAKUMA] di Lieven Corthouts - Motivazione della giuria: Kakuma significa “Niente”. Infatti Kakuma è una città fantasma, cresciuta nel nulla, e diventata in poco tempo luogo di speranza e sofferenza. Il regista Lieven Courthouts, seguendo con una spiccata vena poetica le vicende di una bambina di 8 anni, ci regala immagini che rimandano a film apocalittici e ai dipinti di Van Gogh. Che qui hanno le sembianze geometriche dei tetti, tutti uguali, di un'immensa macchia d'olio che accoglie i profughi in fuga dalle zone di conflitto intorno al Kenia. Bambini inviati da genitori stremati. Ma i bambini hanno una marcia in più e, contro ogni previsione, si rialzano, si organizzano, e costruiscono il loro futuro. Nel bel mezzo del nulla.

Menzione speciale a: Marco D’Amore per l’interpretazione del cortometraggio UOMO IN MARE di Emanuele Palamara - Motivazione della giuria: A Marco d'Amore, intenso protagonista di Uomo in mare. La scelta di un uomo comune di stare dalla parte del diritto e collaborare con la giustizia, si rivela una gabbia che piano piano toglie certezze, affetti e il senso stesso della vita. L'attore interpreta questa discesa agli inferi con progressiva e crescente sofferenza, creando una location dell'anima tormentata e un'empatia con lo spettatore che ne condivide motivazioni e percorso.

Premio Augustus Color nell’ambito della sezione Location negata: MARY MOTHER di Sadam Wahidi - Motivazione della giuria: Un luogo/non luogo. Una terra di nessuno. Un paesaggio devastato dalla guerra, ma anche il cuore dolente di una madre in pena per la sorte di un figlio soldato in una città dell'Afghanistan caduta sotto i Talebani. Fra tutti i film della sezione Location negata, Mary Mother e quello che ha con i luoghi il rapporto più straziante: quasi una storia d'amore impossibile fra una donna e una terra che non è più possibile amare...chi ha fatto un film così merita fiducia e appoggio perché possa ancora esplorare i suoi mondi e farli diventare i tutti.

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