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COSI' RICORDANO PAOLO VILLAGGIO...

25PaoloVillaggioAsiaDarioArgento

Paolo Villaggio è morto questa mattina a Roma, all'età di 84 anni. Genovese doc, è stato scrittore, autore, attore, protagonista di una lunga stagione vissuta tra il grande schermo, la radio e la televisione. Addio, ragionier Ugo Fantozzi …

Abbiamo pensato di raccogliere alcuni commenti sui social, commenti a caldo, sinceri, non tutti dolorosi ma tutti condivisibili.

Christian De Sica: "Ci siamo fatti tante risate.Ci siamo voluti bene. Ciao Paolo".

Stefano Fresi: "L'identificazione tra Paolo Villaggio e Fantozzi è automatica. A me piace ricordarlo però per la sua magistrale interpretazione in "Camerieri" di Leone Pompucci. Un film bellissimo dove Villaggio recitó divinamente".

Gaetano Amato: "È morto Villaggio. Eccoci qua, pronti, come sempre, a trasmettere l’ennesima puntata della telenovelas più amata da questo popolo mediocre: l’ipocrisia. È una fiera permanente che assurge a protagonista ogni qualvolta se ne presenti l’occasione, sia essa una commemorazione, una dipartita o una proclamazione. Tutti pronti, in fila, a magnificare le lodi del caro estinto, del come farà mai la nazione a sopravvivere alla sua scomparsa, dimenticandosi che per gli ultimi 20 anni la nazione lo aveva relegato nei meandri degli scantinati, perché in questa nazione mediocre, superati i 50 sei una nullità, sei da parcheggio, salvo il doverti rompere il culo per sopravvivere, perché la pensione arriverà a 70 anni. Ed ecco che vedi “piangere”, il politico, il funzionario, il produttore, il regista, proprio chi gli aveva dato un calcio nel culo e chiuso le porti in faccia, ecco che vedi impettito chi con viva e profonda commozione piange il giudice assassinato, dopo che aveva preparato le basi perché lo assassinassero, chi con profondo dolore urla la perdita per l’arte tutta, dopo che gli si era rifiutato a telefono. Una nazione mediocre, dove un cantante riesce a smuovere duecentomila persone per un concerto mentre una legge fornero non smuove nemmeno le viscere del gatto del vicino. Miseria umana, di una mediocre umanità, che mediocremente sopravvive in attesa di un nuovo, mediocre, carro su cui saltare".

Pierfrancesco Campanella: "Di solito, quando muore qualcuno, se ne deve parlare bene per forza. A me non piace la retorica e voglio essere sincero. So che sto per dire qualcosa di impopolare, ma confesso che a me Paolo Villaggio non ha quasi mai fatto ridere. Scusate ma è così. In più, avendolo conosciuto personalmente, aggiungo che nella vita non era nemmeno particolarmente simpatico. Comunque la sua dipartita è un grave lutto per lo spettacolo italiano: stiamo parlando di un grandissimo protagonista della televisione (prima) e del cinema (poi). E’ stato un vero innovatore: quando nel 1968 apparve in “Quelli della domenica” fu un vero trauma per i telespettatori il suo modo di presentare assolutamente fuori dai canoni tradizionali. Anche al cinema ha fatto buone cose, almeno inizialmente, prima di entrare in meccanismi commerciali ripetitivi e privi di guizzi, pur se ogni tanto interrotti da film d’autore. Certo, rispetto a quello che si vede oggi in giro, in un’epoca di omologazione e di appiattimento culturale, Villaggio va rivalutato a piene mani".

Gianluca Dentici: "no Paolo Villaggio no….."

Letizia Strambi: "E' stato la mia infanzia, il mio tutto. Nei giorni di Natale con i miei cugini non mancava mai Fantozzi, e l'ancora più raffinato Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure. Era un classico più della Tombola. Era il ritratto dei nostri padri, con il borsello, la bianchina, le storie del capufficio, la plastica sul divano, le partite scapoli ammogliati, il tennis, il tram verde. Un genio. Come accade spesso ai geni nella vita privata era una persona molto particolare. Ancora oggi con i miei cugini chattiamo su whatsapp con battute a memoria dei suoi film, e quando Fantozzi è tornato al cinema restaurato, è stata l'unica volta che siamo riusciti a rivederci tutti. Quando sono andata a convivere con Stefano era l'unico punto di incontro nella nostra videoteca tra i suoi Rambo e la mia collezione sul Neorealismo de l'Unità. Se potete non ditene male per rispetto nei confronti di quello che ha rappresentato per noi". 

Lidia Malgieri: "Ciao Rag. Fantozzi, che il viaggio ti sia lieve...Forse sarò una delle poche persone a poter affermare la dolcezza e gentilezza del signor Paolo Villaggio ma questo fu, durante le riprese di Fantozzi alla Riscossa. Grazie per i bei ricordi".

Matteo Lo Russo: "Oggi la Liguria è triste. è venuto a mancare uno dei suoi figli più cari".

Guido Cusmai: "Fantozzi è stato anche un terapeuta: ha liberato l'italiano dal timore di essere italiano. Grazie Paolo Villaggio".

Carmen Di Marzo: "A Paolé, mi diceva Fellini, tu non sei un attore, sei molto di più, sei un clown, sei la risposta a tutto quello che la vita ci ha fregato." Oltre ogni risata, ironia e affetto per la maschera di Fantozzi, io mi voglio ricordare di quanto fosse straordinario nell'ultimo film di Fellini "La voce della luna".

Massimo GhiniAddio Paolo. Avendoti conosciuto non mi azzardo in nessun tipo di ricordo commento da "vedova inconsolabile" ne rideresti con ferocia. Voglio solo ringraziarti per avermi fatto passare da ragazzo momenti meravigliosi, quando mi chiudevo in camera mia ed invece di studiare leggevo, ridendo a crepapelle, il libro di Fantozzi. Il resto è storia ....ora vadi pure in paradiso

Nella foto (1989) Paolo Villaggio è con Asia e Dario Argento - Copyright Centro Studi di Cultura, Promozione e Diffusione del Cinema

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