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PARTE LA TERZA EDIZIONE DEL"CALCATA FILM FESTIVAL"

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Decolla la terza edizione del “Calcata Film Festival” che si svolge dal 18 novembre al 3 dicembre a Calcata (Vt), con mostre, dibattiti, lezioni e naturalmente tanto cinema

E sarà proprio il cinema a dare occasione di riflettere sul presente e il futuro attraverso la rassegna del festival di quest'anno dedicata al “Cinema dell'immigrazione” che sarà inaugurata da “Il cammino della speranza”, capolavoro di Pietro Germi del 1950 che darà modo di introdurre la rassegna con una riflessione su quando gli emigranti eravamo noi. 

La rassegna lascerà poi spazio ai lavori di giovani autori, italiani e migranti, per affrontare quest'anno un tema forte e attuale come quello dei flussi migratori e dell'integrazione spesso inquinato da pregiudizi e luoghi comuni. 

Pregiudizi e luoghi comuni che saranno sfidati ad esempio da Kassim Yassin Saleh, classe 1976, giovane regista originario di Gibuti, in Italia dal 1998, che con il suo corto “Idris”, racconta la storia di un piccolo profugo somalo sopravvissuto a uno dei tragici naufragi nel Mediterraneo che riempiono le cronache di questi anni. “Non credo nella pietà, ma nella pietas – sostiene il giovane e promettente regista – per non fare diventare “Idris” un caso pietoso, ho scelto di circondarlo di una ciurma di altri ragazzi con esperienze altrettanto tragiche. Ed è qui che nasce la pietas, tra di loro”. E anche se il contesto di fondo è drammatico, Kassim Yassin Saleh sceglie un registro più lieve tentando di fare riflettere attraverso il sorriso e una fotografia sgargiante carica di influenze africane. 

Un lavapiatti di Gibuti, un venditore ambulante senegalese, un cameriere albanese, una cantante cinese e un'integratissima ivoriana sono invece i protagonisti di “A special day”, corto diretto da Gaston Biwolé insieme a Kassim (qui anche nei panni dell'attore), storia di Thomas, africano musulmano con idee rivoluzionarie, lavapiatti in un ristorante di Roma, che convoca i suoi amici in un locale di Trastevere per annunciargli l'adozione di un bambino dell'est Europa. A trionfare su stereotipi, luoghi comuni e diffidenze che riguardano le stesse diverse comunità saranno l'ironia, la solidarietà e la positività che caratterizzano questa piccola opera che si è assicurata un posto anche allo Short Corner del Festival di Cannes 2016

Con un insolito escamotage, Sade Patti decide di affidare il suo sguardo sull'immigrazione all'intensa performance dell'attrice Antonella Salvucci che nel corto “Un caffè con Antonella” porterà lo spettatore a confrontarsi con se stesso in un viaggio che solo alla fine mostrerà il vero protagonista della storia. 

Un viaggio verso Salerno e un cammino introspettivo di tre personaggi provenienti da culture e paesi distinti, ma accomunate dalla costante ricerca della propria identità e propria posizione nella società odierna, sono al centro di “Le ali velate” di Nadia Kibout. La regista in questo caso riduce al minimo i dialoghi sia per denunciare il debole, se non assente, diritto di parola concesso a molte donne arabe, sia per avvalorare la forza espressiva delle azioni, dei silenzi e quindi delle introspezioni. 

Mimmo Mancini ci porta in un piccolo paese della Puglia con “Ameluk”, soprannome del giordano Jusuf, trentenne che a causa della sua bontà ed eccessiva disponibilità viene “incastrato”, lui musulmano, dal parroco del paese per interpretare il ruolo di Gesù nell'annuale Via Crucis. La notizia fa il giro del mondo, il paese si spacca tra favorevoli e contrari e il giovane Jusuf finisce per diventare pedina di giochi politici locali in una storia ricca di momenti esilaranti e drammatici. 

A cambiare completamente prospettiva (e a far molto discutere) ci pensano Paolo Negro e Amir Nour che con il corto “Ambaradan” mettono in scena la storia di un giovane ragazzo di origine africana adottato da una famiglia romana che nelle contraddizioni delle periferie romane si trasforma forse alla ricerca di un'accettazione in un estremista di destra a dispetto delle proprie origini e del razzismo di cui è stato vittima fin da piccolo. 

Solidarietà e integrazione sono al centro del racconto di Mattia Riccio, dove due coppie si troveranno a condividere la sala d'attesa di un ospedale durante le operazioni dei rispettivi figli e a imparare un'importante lezione. 

Gabriele Gravagna con il film/documentario promosso dall'UNICEF Io sono qui” ci porta nei centri di prima accoglienza per minori stranieri non accompagnati Elom e Azad di Palermo gestiti dall'Associazione Asante Onlus seguendo Dine, Magassouba e Omar, tre ragazzi che con la loro testimonianza e i loro racconti ci restituiscono un'immagine reale di quel viaggio che migliaia di giovani migranti si trovano costretti a intraprendere per fuggire da situazioni inimmaginabili. 

La diffidenza degli adulti contrapposta alla mancanza di pregiudizi dei bambini sono il tema di “Il primo che passa” di Martin P. Ndong Eyebe, dove un'auto che rimane in panne in una zona remota e priva di copertura telefonica costringerà il protagonista Enrico a fare i conti con molti dei suoi atteggiamenti 

Maria Grazia Cucinotta nei panni di una conduttrice di un programma di cucina è al centro del divertente “Timballo” di Maurizio Forcella, dove la preparazione della prelibatezza culinaria che dà il titolo a questo cortometraggio finiranno per un piccolo incidente domestico affidate a Omar, Dragan e Samir che dovranno salvare la tradizione abruzzese. 

La storia e l'attualità del popolo Romanes sono al centro di “Il popolo di re Heruka” di Rodolfo Martinelli Carraresi, piccolo docufilm dove reportage, musica, ballate, leggende fanno da collante al racconto di Isabella Russinova, autrice del testo, attrice, scrittrice e testimonial di Amnesty International riuscendo a restituirci sia il dramma e la discriminazione di cui sono storicamente vittima i romanì, i problemi attuali, ma anche la vitalità, l'allegria e la speranza di un popolo libero. 

A sfidare ancora i pregiudizi ci prova Max Nardari con “Uno di noi”, nel quale una giovane coppia che non può avere figli riesce ad ottenere dopo anni l'affidamento di un bambino. Enrica è felicissima, mentre il marito Riccardo rimane un po' turbato dalla notizia che il bambino viene dalla Sicilia. Turbamento destinato a peggiorare quando scopre che il bambino viene da un posto ancora più a Sud dell'isola... 

Cover boy di Carmine Amoroso segue la storia di Ioan, giovane di Bucarest che decide di emigrare in Italia a seguito degli sconvolgimenti del suo Paese del 1989. La sua vicenda si intreccerà con quella del precario italiano Michele attraverso la loro amicizia fino ad un epilogo drammatico che ci restituisce uno spaccato dei problemi drammatici che spesso accomunano migranti e fasce deboli della popolazione italiana. 

Amira e Tarek, due profughi tunisini, sono i protagonisti di “Taranta on the road”, di Salvatore Allocca, road movie che li vede viaggiare con una band salentina verso la Francia e che con leggerezza affronta tematiche forti risolte con ironia e grande positività. 

Alle proiezioni saranno presenti registi e attori delle opere presentate. 

Anche quest'anno una parte del festival sarà dedicata a una retrospettiva, Il Cinema nel Parco… e oltre”, con una selezione di film girati nel parco regionale Valle del Treja - compreso nei territori di Mazzano Romano (Rm) e Calcata (Vt) - con un omaggio alla vicina Faleria con lo scopo di valorizzare il territorio e il suo storico legame con il cinema. Le pellicole scelte sono Amici Miei di Mario Monicelli (1970); Per grazia ricevuta di Nino Manfredi(1970); La mazzetta di Sergio Corbucci (1978); Anche se volessi lavorare che faccio? di Flavio Mogherini; La soldatessa alle grandi manovre di Nando Cicero; Mortacci di Sergio Citti

Tra gli eventi collaterali al Festival, saranno inaugurate sabato 18 novembre tre mostre che andranno avanti fino al 3 dicembre

“Dal Pre-cinema ai nostri giorni” continua il suo percorso di esposizione delle storiche macchine da presa utilizzate nella storia del Cinema: in questa edizione,“Cinema prima e durante la seconda guerra mondiale”, si avrà la possibilità di vedere esposte Arriflex, Debrie, Novado, Donelli, Ascania, Pion, Prevost e una moviola Intercinema 

• “Manifesti dal 1938 al 1943”, con manifesti cinematografici dell'epoca. 

La mostra fotografica “Giuseppe De Santis e il neorealismo” 

Infine, tre le Lezioni di cinema previste: 

Conservazione e restauro del patrimonio Cinematografico e audiovisivo tenuta da Roberto Girometti (già presidente e membro dell’AIC Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica) https://robertogirometti.jimdo.com/biografia/

Giuseppe De Santis e il Neorealismo italiano 

Introduce: Franco Mariotti (Direttore Artistico C.F.F.) - conduce: Claudio Sestieri (regista, film-maker e critico cinematografico) 

Nuove tendenze e tecnologie tenuta da Carmine Amoroso (scrittore, sceneggiatore e regista) 

La rassegna è promossa da AmaRcorD Associazione Culturale sotto la direzione artistica di Franco Mariotti e la direzione organizzativa di Rossella Piergentili; con il contributo della Regione Lazio - Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili; con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Calcata e del Parco Valle del Treja, e della Cineteca Lucana. 

Le proiezioni saranno a ingresso gratuito. I film saranno proiettati al Teatro Comunale di Calcata Nuova. Per il programma completo: https://www.facebook.com/calcataFilmFestival/ 

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