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ALLA SCOPERTA delle "PICCOLE CITTA' STORICHE" dell'AUSTRIA in MOTO

 

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- Viaggio attraverso la natura, la cultura, l'arte e la storia di alcune realtà desuete. e proprio per questo particolarmente attraenti, in un Pese straordinariamente ospitale qual è l'Austria -

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(Testo e foto di Claudio Patriarca)

 

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L'Associazione "Piccole Città Storiche" raggruppa 15 cittadine e romantici borghi ricchi di storia e leggende, ai lati dei percorsi turistici abituali o in aree meno conosciute dell'Austria, dove ci si può immergere in atmosfere coinvolgenti e scoprire inaspettati tesori d'arte e architettura. Sono luoghi di sosta lungo itinerari tra vigneti e giardini, laghi e monti, sulle orme di imperatori, mercanti e monaci d'un tempo, e come tappe di un emozionante viaggio di scoperta con panorami incredibili.

Grazie ad Austria Turismo individuiamo alcune di queste città e le uniamo in un itinerario che ripercorreremo in moto (ma, volendo, si può fare anche in auto).

Si imbarca la moto a Verona sul treno delle Ferrovie Austriache OBB (www.obb-italia.com) che, partendo alle 23,38, permette di arrivare a Vienna alle 8,47 viaggiando in un comodo vagone-letto. Naturalmente è prevista anche la più spartana ed economica sistemazione in cuccetta.

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Da Vienna, dopo poche decine di chilometri percorsi sulla 17, si arriva a Baden, cittadina che conserva le caratteristiche della vecchia Austria asburgica. Non a caso Baden, che deve le sue origini e la sua fama alle virtù terapeutiche delle sue fonti termali, fu anche residenza dell'Imperatore Francesco I°. Oggi il Kurpark – uno dei più belli fra i giardini storici austriaci – realizzato dall'Imperatrice Maria Teresa, fa da sfondo al Gran Casino, alla più antica sorgente di Baden, la "Römerquelle", al Kurkonmzert con i suoi festival operettistici da giugno a settembre e, perché no?, ad un ottimo ristorante- bistrot.

Nel parco dell'ex castello di Weikersdorf, è stato coltivato, alla fine degli anni '60, il più grande roseto d'Europa dove sbocciano, su 30mila mq, più di 860 qualità di rose.

Lasciamo Baden e in un centinaio di chilometri di divertenti strade secondarie ma dal fondo ottimo e con curve ben disegnate, attraverso Berndorf, Pernitz e Hohenberg, giungiamo a Mariazell che, insieme a Fatima, Lourdes, Loreto e Czestochowa, è considerata uno dei più importanti centri di pellegrinaggio europei. Nel 2007, in occasione dell'850° anniversario della fondazione del Santuario, Papa Ratzinger ha celebrato insieme a più di centomila pellegrini, la grande festa della natività di Maria Patrona della Basilica. Basilica che, dall'originaria chiesa romanica poi chiesa gotica della quale resta ancora oggi la torre centrale, divenne per merito dell'architetto italiano Domenico Sciassia, attraverso sostituzioni e aggiunte, uno dei primi grandi edifici di culto del barocco austriaco.

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Nel centro della città la stazione della funivia che arriva sul monte di Mariazell a 1.300 metri di altitudine per visitare il parco Holzknechtland (la terrazza dei boscaioli).

Sempre sulla piazza principale si può visitare il biscottificio artigianale della famiglia Pirker, dove si produce il Lenkuchen, Una sorta di panpepato allo zenzero ottenuto secondo un'antica ricetta.

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Per concludere la breve e rapida visita della cittadina, ci siamo concessi – dato che per la giornata non saremmo più risaliti in sella – una sosta nella Brauhaus Mariazell della famiglia Girrer, dove si beve ottima birra prodotta nella cantina di fermentazione che si trova nello stesso locale dove è in funzione la mescita, naturalmente alla spina.

Trascorsa la notte a Mariazell, abbiamo percorso qualche chilometro per fare colazione allo "Strandbuffet" sulla riva del lago Erlausee, luogo che offre particolari facilitazioni ai motociclisti e non solo. Qui, oltre alla "piccola" colazione cosiddetta tradizionale (pane, burro, marmellate, miele, yogurth vari, formaggi, fette di torta, frutta fresca), è possibile avere anche delle trote di torrente (o altri pesci d'acqua dolce) fritte o al forno, con contorno di appetitose patate.

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La sosta è stata prolungata per approfittare di un piccolo giro sul lago con una barca rigorosamente a motore elettrico, che è stato possibile noleggiare, per meglio apprezzare la bellezza del luogo. Quindi, di nuovo in marcia per raggiungere Admont, sempre percorrendo le solite strade di montagna con curve anche strette ma ben disegnate e con un ottimo fondo, sempre delimitate da strisce laterali e di mezzeria, che rendono l'andare sicuro e piacevole.

Costeggiamo, attraverso le Alpi di Enns (Ennstaler Alpen) il fiume che dà loro il nome: l'Enns, per arrivare infine a Admont, sede di un'inaspettata Abbazia benedettina la cui fondazione risale all'anno 1074. La biblioteca del monastero, oltre a contenere decine di migliaia di libri, ha anche una collezione di circa 1.500 manoscritti e incunaboli.

Sempre nell'ambito benedettino si trovano un museo di storia naturale e un museo di arti moderne.

Si prosegue verso Judenburg dove si arriva attraverso la 114 seguendo il Tauern tra le cime: a destra del Bösenstein, a sinistra quella dell'Hoehreichart.

Questa città, sulle rive del fiume Mur, nel Medioevo era sulla rotta commerciale tra Vienna e Venezia. Il suo nome, Judenburg, significa città degli ebrei e deriva dai mercanti e banchieri ebrei che furono chiamati nella città stiriana e propiziarono la sua fortuna economica. Nel 1300 il fiorino di Judenburg fu la prima moneta d'oro a circolare in Austria.

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Oggi Judenburg è una cittadina di circa diecimila abitanti, che ha conservato l'antica torre campanaria alta più di 75 metri divenuta simbolo della città e sulla cui cima, all'altezza del belvedere, è sistemato i planetario più moderno d'Europa. Accanto alla torre una parrocchia barocca del 1400. Nei pressi, un monastero e la chiesa dei gesuiti. Il museo Puch in Piazza Mortaler è un'impressionante vetrina della storia della motorizzazione austriaca a due e a quattro ruote.

Nella stessa piazza, l'Hotel Jufa dove si apprezza la razionalità degli ambienti, i vasti spazi a disposizione, vitali per chi viaggia come noi (casco, tuta antipioggia, guanti e così via).

Da Judenburg si procede in direzione di Murau costeggiando il fiume Mur, grande palestra per gli amanti del rafting, per arrivare al bivio di Predlitz da dove, attraverso i monti del Turracher, si giungerà a Ebene Reichenau, inizio della Nockalmstrasse che fa salire a oltre 2.000 metri di quota attraverso ampie distese di pascoli e tornanti dai quali si ammira un panorama straordinario. Anche d'estate, in cima al passo, con il cielo coperto o addirittura con la pioggia, la temperatura può essere di appena qualche grado sopra lo zero, per cui è consigliabile avere a portata di mano un rinforzo dell'abbigliamento usuale. Da Innerkrems, con la 99 e poi la 100, raggiungiamo Lienz, splendida cittadina ai piedi delle Dolomiti, che gode di 2.000 ore di sole all'anno, fondata dai romani 2.000 anni fa come Aguntum, centro di commercio sulla via Giulia Augustea. La pianta della città com'è oggi, è stata disegnata durante il regno dei conti di Gorizia.

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(foto ENAT)

Capitale del Tirolo orientale, a cavallo della confluenza fra la Drava e l'Iser, Lienz ha realizzato il termine "qualità della vita" nel modo più positivo possibile. Sette chiese, due monasteri, altrettanti castelli, i resti della romana Aguntum, costituiscono le credenziali più convincenti per quel che riguarda storia e cultura.

Quello che rende piacevole e ben vivibile la città, sono le strade del centro piene di locali e negozi che rappresentano una sorta di "salotto" circondato dalle Dolomiti.

Qui abbiamo soggiornato all'Hotel Holunderhof, nuovo accogliente albergo che comprende anche appartamenti forniti di tutto. Ottima cucina, ottima cantina, servizio impeccabile e colazioni mattutine sulla terrazza praticamente in mezzo alle montagne.

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