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CRACOVIA E DANZICA, DUE MAGNIFICI SET


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Testo e foto di Annarosa Toso


Cracovia e Danzica. Tanto belle quanto diverse tra di loro, ma unite nella capacità di ospitare turisti nel migliore dei modi, quale che sia il budget a disposizione del visitatore. Splendidi anche come set cinematografici

 

Cracovia, monumentale, è rimasta integra dopo il secondo conflitto mondiale ed è definita la città universitaria per eccellenza. La sua storia culturale ci racconta che già dal 1300 poteva vantare le prime facoltà e che attirava da tutta Europa i giovani di allora che volevano dedicarsi allo studio. Oggi difende ancora questo primato e il primo impatto che i visitatori hanno è quello di una città giovane, pullulante e creativa. Ma è anche turistica e i numerosi ristoranti, bar e centri commerciali gremiti, sono la dimostrazione di una vitalità, che se un tempo era sopita, ora è nuovamente riproposta in tutte le sue pieghe. Cracovia, bella come non mai, vanta una delle piazza più belle d'Europa, la piazza del Mercato dove risaltano la Torre del Municipio e il Mercato dei Tessuti, un edificio che risale al 1500 e che era noto per la vendita di stoffe di ogni tipo. Oggi, nell'interno, le botteghe offrono un artigianato curato e prezioso, come gli oggetti di ambra, lavorati in mille modi o quelli in legno, dalle ricercate scacchiere ai più modesti souvenir. Dalla piazza si può scendere a visitare la Cracovia sotterranea, un museo interattivo dove sono conservati reperti risalenti al 1500 e dove si può ripercorrere la vita di un tempo. Di recente apertura, il museo è davvero imperdibile e vale una visita.

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Camminando, camminando si sale verso la collina fortificata di Wawel, da dove si gode un magnifico panorama. Bisogna sgomitare un po' per entrare nella cattedrale di San Venceslao, uno stile misto tra barocco e gotico che si mischiano e che si fondono. Ma, alla fine, da questa cattedrale si esce soddisfatti e con la sensazione precisa di aver goduta di qualcosa di mistico, che la folla e le voci di sottofondo non sono riuscite a cancellare. 

Al museo del castello di Wawel è conservata la Dama con l'Ermellino, opera giovanile di Leonardo da Vinci, un tempo custodida al museo Czartoryski. Difficile staccarsi da quella visione, da quella piccola tela, da quello sguardo non diretto, ma sicuro di Cecilia Gallerani, la giovane amante di Ludovico il Moro che si dice fosse incinta e che soffriva di artrite alle mani. Un particolare che Leonardo aveva comunque deciso di non celare e di rappresentare per mezzo della sua arte. Fuori dalla cattedrale, l'immancabile statua di Karol Wojtyla, una delle 700 sparse in tutto il paese. Ma si può capire che un personaggio già famoso durante il suo papato e salito successivamente agli onori degli altari, sia non solo un vanto per la popolazione, ma anche un'attrazione e un business turistico.

A Cracovia, di recente costruzione, il museo della Fabbrica di Schindler. Ubicato davanti la piazza degli Eroi, ha dato spunto al regista Spielberg per la realizzazione del suo struggente film, Schindler's list. Un percorso davvero toccante e commovente, che ci ricorda come fu sterminata la più grande comunità ebraica d'Europa, quella polacca, e come furono salvati i 1.200 ebrei che lavoravano nella fabbrica di Schindler. Visibile anche la mostra sull'occupazione nazista di Cracovia con foto tanto drammatiche quanto ciniche e crudeli, che ci raccontano l'assurdo odio antisemita che allora aveva contagiato tutta l'Europa e che purtroppo è sempre di triste attualità.

A pochi chilometri da Cracovia si trovano le miniere di sale di Wieliczka, sito Unesco e Museo dal 1978. Risalgono al 1300 e sono state sfruttate fino al 1996. Si scende a 400 metri sottoterra e il percorso è attravero cunicoli e gallerie con il bianco del sale che accompagna il visitatore nella sua esplorazione. Molte statue sono state realizzate dagli stessi minatori, tutti impiegati oggi nel mantenimento della miniera come museo. Il culmine della visita è la cattedrale, una immensa sala che viene usata per concerti, convegni e anche per la celebrazione di matrimoni. 

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Danzica, capitale della Pomerania, si affaccia sul Mar Baltico e al contrario di Cracovia è stata martoriata durante la seconda guerra mondiale. Ricostruita come era un tempo, utilizzando tutti i materiali che potevano essere riusati, è stata la città che ha dato il via a Solidarnosc, contribuendo alla rinascita della Polonia. Il porto, a causa delle crisi economica globale, è stato ridimensionato, ma le grandi gru verdi, uno dei simboli di Danzica, resteranno lì a ricordo non solo del passato lavorativo, ma delle lotte che i polacchi portarono avanti per liberarsi della dittatura sovietica.

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Il centro storico è piacevolissimo. Dalla Via Reale, alla Porta d'Oro, alle viuzze che nascondono palazzi pregevoli, alla fontana del Nettuno, al lungo fiume Motlawa, alla gru medievale più grande d'Europa, altro simbolo della città. E poi gli immancabili negozi d'ambra che i polacchi sanno trasformare da sempre in pregevoli oggetti, bar, ristorantini, souvenir: un percorso affascinante da godere in serenità. A pochi chilometri da Danzica si trova Oliwa, cittadina residenziale. Da non perdere la visita alla Cattedrale gestita dai monaci cistercensi che vivono nell'adiacente monastero. All'interno un fantastico organo di 8.000 canne dove ogni giorno si possono ascoltare, a orari prefissati, sublimi concerti. A Oliwa vive Walesa, ormai ritirato dalla vita politica, ma dicono, sempre combattivo e energico. A poca distanza Sopot un centro balneare e termale con la via centrale dedicata ai Martiri di Montecassino in ricordo dei tanti polacchi morti durante il bombardamento dell'Abbazia. C'è uno splendido molo a Sopot, alla fine del quale ci sono ristoranti e bar che offrono soprattutto piatti di pesce. A Sopot arrivano molti turisti tedeschi e dai vicini paesi dell'Est, ma è soprattutto una località amata dai polacchi che qui vengono a trascorrere le proprie vacanze. La Polonia è oggi uno degli stati europei che più di altri sta crescendo economicamente e democraticamente. Un piacere constatarlo con un pizzico di sana invidia da parte di chi vede il proprio paese in continua recessione.


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Via G.B. Martini 6 00198 Roma

tel. +39 06 48 27 060 – fax + 39 06 48 17 569

 

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