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ELIO PECORA INCONTRA EDITH BRUCK IL 5 MAGGIO

 

“Percorsi d’Autore” e il libro “Il sogno rapito”

Un’iniziativa culturale che si svolge presso la sede romana della Federazione unitaria italiana scrittori (FUIS): “Percorsi d’autore”, incontri-conversazioni con poeti, romanzieri  e saggisti a cura di Elio Pecora.

Martedì 5 maggio 2015 alle 17.30 la scrittrice Edith Bruck sarà ospite della Fuis (Piazza Augusto Imperatore, 4 – Roma) con il libro “Il sogno rapito, ed. Garzanti.

Ogni martedì, per due incontri al mese, il noto poeta, scrittore e saggista Elio Pecora incontra e conversa con un autore: tema dell’incontro è non solo l’ultimo libro di ciascun autore, ma l’intero percorso artistico e culturale in cui un’opera letteraria si compie e si manifesta. Gli incontri sono iniziati il 4 novembre 2014 e si svolgono ogni martedì alle ore 17.30 presso la sede della Fuis, in piazza Augusto Imperatore, 4 a Roma (prossimità dell’Ara Pacis).

Ingresso libero. L’evento può essere seguito in diretta streaming sul sito www.fuis.it.

Il prossimo appuntamento del mese di maggio di “Percorsi d’Autore”: martedì 19 maggio ore 17.30, Luigi Fontanella con il libro di poesia “L’adolescenza e la notte” , ed. Passigli Poesia.

L’Autore

Edith Bruck è nata in una numerosa e poverissima famiglia ebrea che viveva in un piccolo villaggio ungherese, Tiszabercel (Tiszakarád), ai confini dell’Ucraina. Dopo l’internamento da bambina in diversi campi di concentramento nazisti (Auschwitz, Dachau e Bergen-Belsen), come racconta nelle sue memorie, persi i genitori a dodici anni, si sposa tre volte prima dei vent’anni. Vive viaggiando in diversi paesi europei, fa la ballerina, l’assistente di sartoria, la modella, la cuoca, la direttrice di un salone di bellezza. Si stabilisce per alcuni anni in Israele; dal 1954 è in Italia dove conosce Montale, Ungaretti, Luzi, e stringe amicizia con Primo Levi che la sollecita a ricordare la Shoah. A Roma inizia un lungo sodalizio con il poeta e regista Nelo Risi (che tra l’altro ha tratto il film Andremo in città, con Geraldine Chaplin e Nino Catelnuovo, dal romanzo omonimo di lei) e inizia a scrivere adottando la lingua italiana. Collabora con alcuni giornali fra cui “Il Tempo”, “Il Corriere della Sera”, “Il Messaggero”, intervenendo in varie occasioni sui temi dell’identità ebraica e della politica di Israele.

Si cimenta nella regia con il film Improvviso nel 1979 (storia dell’educazione di un adolescente all’interno di una famiglia cattolica),  e più tardi con un film per la televisione Un altare per la madre  tratto dal romanzo omonimo di Ferdinando Camon. Collabora nel 1984 alla sceneggiatura del film Fotografando Patrizia di Salvatore Samperi, gira alcuni documentari di viaggio.

Ha tradotto in italiano opere di Gyula Illyés, Ruth Feldman, Attila Jòzsef, Miklòs Radnòti. Nella sua narrativa, spesso autobiografica, la passione, il dissidio e la perdita diventano causa di improvvise trasformazioni della persona.

E’ autrice di poesie e di romanzi, fra I quali: Le sacre nozze 91986), Lettera alla madre (1988), Nuda proprietà (1993), Lettera da Francoforte (2004). Per Quanta stella c’è nel cielo ha ricevuto il Premio Viareggio.

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