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NARRATIVA E CINEMA: "STILE. POSTA DI DONNA E DENTE DI CINGHIALE"

 

paolotagliaferri15Nella giornata conclusiva del 4° I.T.F.F. International Tour Film Festival di Civitavecchia – vale a dire l'11 luglio – alle ore 19.00, avrà luogo la presentazione del libro “Stile. Posta di donna e dente di cinghiale” di Paolo Tagliaferri a cura di Pierluigi Manieri.

Tagliaferri, 47 anni, è un avvocato penalista (ed anche uno spadaccino che pratica l'arte marziale italiana Nova Scrimia …) ed è felicemente "prestato" alla letteratura narrativa; ha vinto il Giallo Birra 2013 con il racconto "Passato, presente e… Futuro?" (ed. Midgard, 2014), mentre il suo racconto "Al Amàra" è entrato nei Top 15 del concorso Carabinieri in Giallo 2013 (Ed. Mondadori 2014). 

"StilePosta di donna e dente di cinghiale” è una spy story che si dipana fra l'Italia, l'Europa e il Medio Oriente. Narrato in prima persona, questo noir tratta delle vicende di un agente segreto italiano che ha il compito di eliminare "gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento degli interessi nazionali".

Sul perché del titolo "Stile. Posta di donna e dente di cinghiale", l'Autore è esauriente: "Stile è il nome di battaglia del protagonista, un agente segreto italiano. Posta di donna e Dente di cinghiale sono invece due "poste", o guardie delle dodici della spada a due mani che si trovano nel "Flos Duellatorum", antico trattato sul combattimento con armi e senza, scritto dal Maestro Fiore de Liberi da Premariacco nel 1409".Copertina Stile8

Circa l'ideazione del suo libro, Paolo Tagliaferri spiega che dopo la laurea e alcune esperienze lavorative collaborò anche con il sito www.paceinmedioriente.it del giornalista Maurizio Debanne, che si occupava di Medio Oriente. Appassionato di geopolitica, Tagliaferri lesse e si documentò approfonditamente su Israele e la Palestina, e poco dopo si imbattè in Nova Scrimia che lo incuriosì e lo sbalordì.

Lo scrittore ha subìto una certa influenza anche dal cinema, vedendo e rivedendo "Spartan" di David Mamet, che definisce "un film perfetto nel suo genere" aggiungendo: "Una narrazione a togliere, a lasciare immaginare più che a spiegare. Atmosfere e musiche strepitose".

"Ma se dovessi dire a chi assomiglia il personaggio di Stile allora potrei affermare che, in un certo senso, non assomiglia a nessuno. Diciamo che può essere il cugino di Nicholai Hel dello stupendo “Shibumi. Il ritorno delle Gru” di Trevanian, pseudonimo dello scrittore statunitense  Rodney William Whitaker.

"Stile. Posta di donna e dente di cinghiale" nasce dallo studio, dall'esperienza, dalla curiosità, dalla passione… L'eroe protagonista del libro – conclude Tagliaferri – è un eroe anti-eroe, solitario, enigmatico, con una sua particolare etica. Hel uccideva con tecniche orientali. Stile con le Arti Marziali Italiane. Che non sono meno sofisticate e affascinanti di quelle orientali”. Vedremo Stile presto in un film? 

www.paolotagliaferri.it

STILE

“La marcia delle brigate internazionali riprese il suo motivetto. Ma l’arrestai immediatamente. Ottanta anni fa io non avrei marciato assieme a loro. Non avrei creduto in quegli ideali. Non mi sarei lasciato illudere né deludere. Io non sarei morto di torture in uno stadio cileno, né sgozzato a Managua. Non sono una mamma di Plaza de Mayo, né tantomeno un chierichetto di Pretoria. Non sono il figlio disperato di una delle tante vittime delle bombe nelle stazioni e nelle piazze italiane, e non sono il compagno d’università di uno dei tanti ragazzi torturati, seviziati, uccisi e poi buttati nel Rio de la Plata o nell’Oceano Atlantico da un aereo a 10.000 metri d’altezza.

Io non piango, né sventolo bandiere iridate o immagini del papa.

Ho ucciso al mattino e cenato con gusto la sera.

Io sono gli angoli bui della strada. Il freddo filo dell’acciaio.

Io ho subito un torto e ora lo restituisco. Il mio sangue era stato versato, altro sangue lo sarebbe stato.”

Chi pronuncia queste parole è Stile, la spia, l’assassino dormiente. Istruito da un vecchio ardito trasteverino all’uso delle lame. Affina la sua tecnica micidiale sugli antichi trattati dei maestri medievali. Uno su tutti: il “Flos Duellatorum” scritto nel 1409 dal Maestro Fiore dei Liberi.

Stile è svelto, silenzioso, letale.

Ora, prigioniero di sicari, racconta una storia. La sua.  

Intrighi, duelli, amori e vendette in una spy story che si sviluppa tra l’Italia, l’Europa e il Medio Oriente, fino all’epilogo. Uno scontro epico dove la lama e il braccio nulla potranno contro il cuore.  

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