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RAFFAELLO FUSARO: PROFESSIONISTA E PROTAGONISTA

Raffaello Fusaro: sceneggiatore e autore, quindi  professionista al centro di ogni struttura di spettacolo. Hai ricoperto però anche le vesti di regista con il docufilm "Kalif" e del lungometraggio "Le favole iniziano a Cabras". E molte esperienze come interprete. Ci fai un riassunto delle tappe più importanti della tua carriera?

Ho studiato arte drammatica alla Silvio d’Amico perché ero e sono innamorato del teatro. Oggi lavoro come autore declinando in vari modi la mia professione: scrivendo sceneggiature, testi, e applicandomi alla regia. Sono tutte forme di scrittura. Nel nostro tempo la contaminazione è la prima regina di questi piccoli regni.

Le favole iniziano a Cabras” è il mio primo film documentario mandato in onda  da Rai 1 e  Sky Arte con grande successo. E' qualcosa a metà tra un film, un docufilm e persino un album di canzoni. Parla di un'isola forse mai conosciuta profondamente: la Sardegna. Ma Sardegna è un pretesto per parlare di chi vive con passione. In teatro non sono affatto un interprete, e non vorrei neanche mai esserlo, semmai interpreto me stesso in vari reading. Sono stato definito uno “scrittore parlante”.

Sei attento per mestiere a costruire trame logiche e a collegare al meglio situazioni e personaggi: se dovessi scegliere, con chi ti piacerebbe lavorare con cui non hai ancora lavorato?

isolafiorilocand10Non amo molto le trame logiche. La realtà non lo è quasi mai. Riesco a ragionare e ideare solo per immagini anche usando le parole e il racconto. O addirittura la voce.  Amo molto le trame emotive più che quelle logiche. I calcoli o i thriller non fanno per me. Cerco semmai di emozionare con qualcosa che ha emozionato per primo me. Un sogno impossibile? Lavorare con Herzog, più di un regista, più di un documentarista: un vero poeta.

Qualcuno a cui dire grazie come uomo? E qualcuno che invece è stato fondamentale nella tua vita professionale?

Beh direi che i miei grazie sono vari. E sparsi. Dovendo scegliere devo restituire  dei grazie a personaggi diversissimi: tra gli attori sceglierei Rocco Papaleo con cui ho collaborato a un’edizione di Sanremo. Un’esperienza costruttiva ed esilarante della mia vita. Devo un grande grazie a Gabriele Salvatores, un maestro con cui ho condiviso vari lavori  (tra i quali Italy in a day di cui sono stato capo progetto autore, The Promise, cortometraggio scritto da me). Da Salvatores sento di aver imparato una certa eleganza nelle scelte. E poi potrei dire mille grazie ideali a chi ho letto, amato, studiato, perfino immaginato... Noi viviamo una vita interiore molto piena e vivace...

Tra gli spettacoli a cui dedichi il tuo tempo libero - al di fuori del lavoro - ce ne sono molti anche a sfondo benefico. E' il caso de L'Isola dei Fiori del prossimo 19 Febbraio all'Auditorium San Leone Magno di Roma: spettacolo di Arte, Danza e Musica al servizio di una raccolta fondi a favore della lotta ai tumori pediatrici. Con te, illustri colleghi. Ce ne parli? Cosa pensi della Solidarietà legata all'Arte?

Giancarlo Giannini è un’icona  della storia del nostro cinema nella sua epoca migliore. Un interprete onnivoro. E resta memorabile la sua voce di doppiatore. Conosciamo Pacino e Jack Nicholson filtrati o reinterpretati da lui. So anche che è un uomo molto curioso nella vita. Con il maestro Franco Micalizzi ho collaborato alla scrittura di uno spettacolo molto suggestivo allestito al Festival di Spoleto lo scorso Luglio. E’ uno dei grandi compositori della musica italiana per il cinema, entrato ormai nel nostro immaginario. Un grande artista e uomo energico, vitalissimo, di cuore.

Simona Marchini ha una romanità invidiabile, mai volgare, e molto eccentrica. Io adoro le persone solari e lei mi ispira solarità. Ama l’arte e la musica lirica, credo sia una donna molto colta.

Per quello che riguarda la solidarietà e l'arte partirei da qui. Arte vuol dire: fare, agire, andare verso qualcosa e qualcuno. Non credo sia un caso se alcuni artisti - ogni volta che c’ una giusta causa da appoggiare - sanno far miracoli...

Sono fiero di poter collaborare a costruire uno spettacolo di Arte, Danza e Musica interamente organizzato a scopo benefico.

Hai la possibilità di lanciare un messaggio: quale scegli, e a favore di che cosa?

Noi viviamo tempi molto sciatti. Dal punto di vista della bellezza, delle cose artistiche, del cinema. Del linguaggio. Non so lanciare appelli, ma credo fermamente che un’attenzione maggiore (estetica ma anche sociale) aiuterebbe tutti noi. Una cura verso gli altri e verso le cose. Dove c'è bellezza spesso c'è una certa umana eleganza anche del pensiero. 

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