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“AMICI COME PRIMA” con CHRISTIAN DE SICA e MASSIMO BOLDI

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Presentato a Roma in anteprima alla stampa  - Il film in 500 copie uscirà nella sale italiane il 19 dicembre

Testo e foto di Antonio Castello

Esce a Natale, ma non chiamatelo “Cinepanettone”. Potrebbe farlo ricordare, per alcune situazioni grottesche: il “travestimento” di Cesare (Christian De Sica) e l’eterna “voglia morbosa” di Massimo Colombo (Massimo Boldi), ma il film è nuovo, diverso, forse anche anticipatore da una nuova formula slapstick. Le gag, tanto semplici quanto efficaci, non mancano ma sono state costruite intorno ad un canovaccio zeppo di problematiche sociali attuali.

16amiciLa disabilità (falsa) cui si atteggia Massimo (in realtà dice l’interprete “è solo pigrizia”); il disagio economico conseguente ad un licenziamento (quello di Cesare da direttore di uno dei più grandi alberghi di lusso della Milano bene) all’età di 60 anni, considerata troppo avanti per un nuovo lavoro; il conflitto generazionale fra padre e figlia (quella fra Massimo, il ricco proprietario dell’Hotel, che ama altro genere di avventure, e quella della figlia Antonella (Regina Orioli), che si atteggia a grande manager senza averne le qualità); il desiderio di stare sempre sulla cresta dell’onda, economicamente e socialmente, come vorrebbe Carla, la moglie di Massimo (Lunetta Savino), senza accorgersene che la realtà è un’altra; la diversità sessuale (quella di Matteo, figlio di Cesare e Carla, che il padre definisce “moderna”); lo strapotere economico dei cinesi (i nuovi acquirenti dell’Hotel) che alla fine falliscono perché non ottengono ciò che vogliono. Sono questi i temi principali intorno ai quali ruota la scenografia di “Amici come prima” che segna il ritorno sulle scene, insieme, di Christian De Sica (che è anche il regista) e Massimo Boldi dopo ben 13 anni dall’ultimo “Natale a Miami” e dopo un sodalizio durato ben 23 anni. 11amicicprimaposter

“A differenza di quanto è stato detto e scritto, sottolinea Christian De Sica, nel corso della presentazione del film, in anteprima alla stampa, avvenuta a Roma presso il Cinema Adriano, noi non ci siamo mai lasciati per questioni personali, ma solo perché entrambi eravamo impegnati con altre produzioni: in esclusiva Massimo, con la Medusa, mentre io ero legato alla FilmAuro di Aurelio De Laurentis. Il ritrovarci è stato come se non ci fossimo mai lasciati”. 

Ma non è vero. Il distacco, alla luce di questo film, ha prodotto cambiamenti radicali, non tanto nell’interpretazione (sono i soliti due mattacchioni che ne combinano di tutti i colori), quanto nella consapevolezza di dover affrontare tematiche diverse che alla fine potrebbero anche fornire un’immagine più solida da quella stereotipata offerta fino ad ora. Non so se nei progetti futuri dei due artisti e della produzione, ci sia la volontà di ripetere questo esperimento (perché tale lo ritengo, voluto o no), ma è sicuro che l’interpretazione va, probabilmente, oltre le aspettative. 

Opinabile il finale del film: alcuni atteggiamenti equivoci, sinceramente, li avrei evitati. Non solo perché il film esce sotto Natale e il suo genere è indirizzato anche e soprattutto alle famiglie, quanto perché la trama, fino ad allora, era scivolata in modo sobrio, piacevole e divertente. 

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