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PERSONAGGI: PROFILO di ENZO DE CAMILLIS

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Ci ha incuriosito la poliedrica e instancabile attività di Enzo De Camillis, scenografo e regista italiano, che abbiamo conosciuto nell’àmbito della manifestazione “La Pellicola d’Oro”. Un personaggio instancabile che spazia a tutto campo nel mondo della Settima Arte, e si è distinto per la sua professionalità e capacità organizzativa.7PellicolaI

7decamillisDal 2011 Enzo De Camillis realizza il premio "La pellicola d'oro", importate riconoscimento ai mestieri e all'artigianato del cinema italiano: www.artnove.org. Queste le professioni premiate: Direttore di produzione; Operatore di macchina; Capo Elettricista, Capo macchinista, Attrezzista di scena; Sarta di scena, Tecnico effetti speciali; Sartorie Cineteatrali, Capo Costruttori, Maestro d’Armi, Story Board Artist, Effetti Sonori

Dal 2017 La Pellicola d’Oro è riconosciuta come premio collaterale alla Mostra Internazionale Cinematografica di Venezia.

Ma come ha cominciato, e quando ha mosso i primi passi nel mondo del cinema Enzo De Camillis?

Debutta nel 1977 come aiuto Scenografo di Dante Ferretti in un film di Luigi ZampaLavora con registi di chiara fama come Franco Taviani, Sergio Corbucci, Pasquale Squitieri, Steno, Giancarlo Giannini, Francesco Rosi, Giuseppe Tornatore ed altri. Tra i film ricordiamo Sing Sing, Il Coraggio di Parlare, Il Pentito, Dimenticare Palermo, Una pura formalità.16pellicolaororutelli

Dal 2000 al 2006 è Vice Presidente dell’ASC (Associazione Scenografi Costumisti) presso Cinecittà Studios. E Vice Presidente della FIdAC (Federazione Italiana delle Associazioni Cinematografiche). In questi anni, per la Regione Lazio con l’ANICA e i Sindacati, vengono realizzati 13 profili professionali che compongono una troupe cinematografica. 

De Camillis debutta inoltre nella regia nel 2009 con “19 giorni di massima sicurezza" con Luisa Ranieri, presentato ai Nastri d'Argento nel 2011; e "Uno studente di nome Alessandro" con Valentina Carnelutti, premio speciale ai Nastri d'Argento 2012.

Nel 2013 realizza un importante docufilm su Pier Paolo Pasolini dal titolo "Un Intellettuale in borgata" con Leo Gullotta. Il docufilm racconta la ricerca continua di P.P.P. sull'onestà culturale delle “borgate” sottolineando il contrasto con le rigidità intellettuali e i preconcetti borghesi che, invece, stigmatizzavano le contraddizioni di quel mondo popolare non ancora emancipato, narrato nelle sue espressioni cinematografiche come “Accattone” e “Mamma Roma”, o nelle sue dichiarazioni sul potere mediatico della televisione espresse in un'intervista di Enzo Biagi. Tale lungimiranza culturale si spingerà fino alla lucida denuncia delle trame oscure di quella strategia della tensione di “Io so... ma non ho le prove” pubblicata nel 1974 nelle pagine Corriere della Sera.

Ed è proprio la lettura di “Io so... ma non ho le prove” da parte dell'attore Leo Gullotta che rappresenta il filo conduttore della narrazione del docufilm che si articola nelle testimonianze di Stefano Rodotà, Gianni Borgna, Otello Angeli, Maurizio Ponzi, Silvio Parrello, Umberto Mercadante, Antonio Del Guercio, Citto Maselli, Ugo Gregoretti, Nino Russo, Vincenzo Vita, Renato Parascandsolo, Osvaldo Desideri, Pupi Avati.

ALCUNE NOTE A MARGINE DELLA VITA DI ENZO DE CAMILLIS NEL CINEMA

Nel 2011 Enzo De Camillis realizza come regista un cortometraggio ispirato ad un fatto di cronaca avvenuto nel 1982, la morte del giovane Alessandro Caravillani (cugino di De Camillis) in occasione di uno scontro a fuoco tra le forze dell'ordine e alcuni rapinatori terroristi appartenenti ai NAR, dal titolo Uno studente di nome Alessandro, interpretato da Valentina Carnelutti e Giuseppe Maggio. Presentato come Evento Speciale in occasione del Roma Fiction Fest, il corto ha ricevuto il riconoscimento, da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, come opera di Interesse di Cultura Nazionale ed è stato insignito del Premio speciale per la qualità giornalistica, ai Nastri d'argento 2012. Il 22 dicembre 2011, a poco meno di tre mesi dall'uscita, è giunta la richiesta di sequestro del corto da parte di Francesca Mambro secondo cui il film avrebbe “leso la propria immagine”. Il 12 febbraio del 2013 il giudice archivia definitivamente la querela. Alla memoria di Alessandro Caravillani è stata intitolata la scuola che lui stesso frequentava e che ora si chiama IV Liceo Artistico Statale Alessandro Caravillani.

Nel 2014 il docufilm "Un intellettuale in borgata" vince il Premio Speciale della Giuria "Libero Bizzarri" alla 21ª Edizione. Il docufilm è in archivio presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, l'Archivio di Torino, il Centro Culturale di Casarsa, l'Aamod.

Il 2 novembre 2015 il docufilm "Un Intellettuale in Borgata" viene proiettato a Stoccolma a cura dell'Istituto di Cultura Italiano.

Nel 2015 De Camillis scrive il libro "P. P. Pasolini Io So..." editore Arduino Sacco, presentato al Festival di Venezia nel 2016 dalla giornalista Laura Delli Colli.

Nel 2016 il docufilm "Un Intellettuale in Borgata" viene proiettato, il 26 luglio, a Lisbona grazie alla NOOS distribuzione, ed a Sofia nel successivo ottobre.

Nel 2017 Enzo De Camillis cura una mostra su P.P.P. dal titolo “P.P.P. Io So…” con 130 foto del Centro Sperimentale di Cinematografia allestendo la Mostra, accompagnata dalla proiezione del docufilm e alla presentazione del libro, presso il Centro Culturale Borges a Buenos Aires in Argentina, con il patrocinio del Mibact e dell’Istituto di Cultura Italiano a Buenos Aires grazie alla collaborazione della Dott.ssa Donatella Cannova.

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