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PESARO FILM FESTIVAL 2019

IL MANIFESTO DELLA 55a MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA È FIRMATO DA ROBERTO RECCHIONI, “LA ROCKSTAR DEL FUMETTO ITALIANO”

La 55a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema si terrà a Pesaro dal 15 al 22 giugno, proponendo sempre una ricerca d’avanguardia sul nuovo cinema del presente attraverso il concorso internazionale, la sezione SATELLITE.Visioni per il cinema futuro tutta dedicata al cinema italiano extra-industriale e le altre sezioni ( Evento speciale sui generi cinematografici italiani, personali, omaggi, focus, convegni…).10pesaroposter

Il programma completo – costruito da Pedro Armocida, direttore del festival, seguendo le linee editoriali del comitato scientifico composto anche da Bruno Torri (presidente), Laura Buffoni, Andrea Minuz, Mauro Santini, Boris Sollazzo, Gianmarco Torri e Walter Veltroni - sarà presentato a Roma venerdì 7 maggio.

Oggi viene svelato il manifesto, la cui illustrazione è stata affidata a Roberto Recchioni, romano, sceneggiatore e soggettista per il fumetto e il cinema, illustratore, critico cinematografico, personalità web. La sua principale occupazione è l’arte sequenziale ed è stato definito “la rockstar del fumetto italiano”. È direttore di Dylan Dog.

Quest’anno l’illustrazione del manifesto, in linea con la restrospettiva sul cinema di genere italiano, è stata affidata a Roberto Recchioni, romano, classe 1974, sceneggiatore e soggettista per il fumetto e il cinema, illustratore, critico cinematografico, personalità web. La sua principale occupazione è l’arte sequenziale ed è stato definito “la rockstar del fumetto italiano”. Ha scritto e scrive personaggi iconici come Tex, Diabolik e Topolino e ha creato John Doe e Detective Dante (assieme a Lorenzo Bartoli), Battaglia, David Murphy: 911, e la serie di Orfani. Da alcuni anni è il direttore di Dylan Dog, la creatura di Tiziano Sclavi pubblicata dalla Sergio Bonelli Editore. Mater Morbi (Bonelli-Bao), Chambara - la via del samurai (Bonelli-Bao) , Asso (NPE), Ammazzatine (NPE), Le Guerre di Pietro (BD), Ucciderò ANCORA Billy the Kid (BD), Monolith (da cui è stato tratto un film) e La Fine della Ragione (Feltrinelli) le sue graphic novel. Ha curato per le Edizioni Star Comics la collana Roberto Recchioni presenta: I Maestri dell'Orrore, dell'Avventura e del Mistero. Si è occupato dell’ideazione, della sceneggiatura e della realizzazione dei fumetti legati ai film Lo chiamavano Jeeg Robot e Smetto Quando Voglio: Masterclass. Ha anche realizzato il primo fumetto legato al ciclo delle Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi.

Ha pubblicato i romanzi YA - La battaglia di Campocarne, YA - L'Ammazzadraghi, con Mondadori e Ringo: chiamata alle armi per Multyplayer Edizioni. Ha una rubrica di critica e analisi cinematografica sulla rivista Best Movie, e una di analisi videoludica sulla rivista Playstation Magazine.

«L’idea per l’illustrazione nasce da alcune istanze precise legate alle necessità comunicative del festival di Pesaro e da mie personali suggestioni.

Le istanze erano, da una parte, legate alla ovvia e necessaria leggibilità dell’immagine in qualsiasi contesto e formato, poi il tema, che era molto specifico, infine, il tono e il carattere del festival stesso.

Per questo motivo ho preferito scartare sin da subito alcune soluzioni pittoriche e fortemente descrittive che mi erano inizialmente balenate per la mente, per concentrarmi su pochi elementi, fortemente stilizzati nella resa grafica, caratterizzati da colori piatti dal forte richiamo pop.

Il cinema ha portato con sé l’elemento di sequenzialità (che è proprio anche del fumetto), e da questa riflessione sono andato a riguardarmi il lavoro di Andy Warhol, in particolare la serie serigrafica dedicata ad Elvis Presley (da Double Elvis a Eight Elvis), in cui il Re del Rock, conciato come un pistolero del Far West, punta la pistola verso l’osservatore.

Da qui sono nati i tre frame di movimento, con la mano e gli accessori che si trasformano ad ogni passaggio, per rappresentare tre generi molto frequentati dal genere italiano (il giallo-horror, lo spaghetti western e il poliziottesco). Inizialmente avevo pensato di inserire quattro quadri (comprensivi del peplum) ma ho poi constato che l’immagine avrebbe perso di immediatezza e ho preferito desistere e tornare a un maggiormente consueto trittico.

Infine, l’apporto della grafica istituzionale, organizzata per sottolineare la diagonale di lettura dell’immagine». [dal testo di Roberto Recchioni per il catalogo generale]

L’elaborazione grafica del manifesto è a cura di COMMUNICATION LAB – Pesaro.

www.pesarofilmfest.it

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