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20^ edizione di ShorTS International Film Festival: i vincitori

Nella sezione “Nuove Impronte” trionfa il lungometraggio “Selfie” di Agostino Ferrente

Trieste - Si è conclusa sabato 6 luglio con la cerimonia di premiazione in piazza Verdi alle ore 20.00 la 20° edizione di ShorTS International Film Festival. La manifestazione triestina ha annunciato i vincitori 2019 delle diverse sezioni competitive, confermando il proprio impegno nella ricerca di nuovi panorami cinematografici. 

Questo il commento della direttrice Chiara Valenti Omero e del co-direttore Maurizio di Rienzo: “Dopo 20 anni di visioni, scoperte, ricerche, ShorTS con questa importante edizione ha voluto confermare la sua vocazione eterogenea, attenta ai nuovi sguardi sulla realtà mondiale, attraverso emozionanti cortometraggi, film e documentari, coinvolgenti immersioni nella Realtà Virtuale, proiezioni dedicate a bambini e adolescenti, incontri con autori, produttori e realizzatori di cinema a 360°. Ci dà piacere e onore che il pubblico triestino e non solo abbia seguito e apprezzato questo articolato programma di 9 giorni di immagini sorprendenti e dialoghi con i protagonisti. La nostra intenzione resta quella di dare spazio a tutti i diversi modi di fare cinema oggi nel mondo, proprio mentre da spettatori comuni ci sembra di essere ormai sommersi da filmati, storie e supporti sui quali vederli. ShorTS, dunque, nei prossimi anni, più che volere precorrere i tempi del Cinema, proverà con passione e spirito critico a correre al suo “inafferrabile” fianco”. 

I vincitori della 20° edizione di ShorTS International Film Festival

SEZIONE MAREMETRAGGIO
(Giuria composta da Álvaro Gago Díaz, Heinz Hermanns, Hrönn Marinósdóttir, Pippo Mezzapesa e Fabio Omero)

- Premio EstEnergy-Gruppo Hera  - Miglior cortometraggio: All inclusive” di Corina Schwingruber Ilić - Motivazione: “Accurato, toccante, onnicomprensivo. Una narrazione avvincente che rivela la vacuità dell’industria dell’intrattenimento messa in scena a bordo di una nave da crociera, invitandoci tutti a guardarci allo specchio, a ridere, e a usare questa risata per cambiare la rotta della nave.”  - Menzione speciale a: “Inanimate” di Lucia Bulgheroni - Motivazione: “Questa animazione intelligente e originale ci mostra la vita quotidiana di una donna. Attraverso l’uso di immagini straordinarie e colpi di scena sorprendenti collega differenti livelli di vita e realtà.” - Premio AcegasApsAmga  - Miglior cortometraggio italiano: "My Tyson" di Claudio Casale - Motivazione: “Abbiamo particolarmente apprezzato l’applicazione degli strumenti del cortometraggio ai contenuti del docufilm. Ne è nata un’opera che allo stesso tempo narra una vicenda umana e indaga un fenomeno sociale (l’integrazione delle seconde generazioni), gravitando l’attenzione sull’impatto emotivo di linguaggi sovrapposti e su dettagli minuti che, uniti, restituiscono la complessità di un affresco di vita.”

- Premio Premiere Film: Miglior cortometraggio non distribuito: "Raymonde or the Vertical escape" di Sarah Van den Boom - Motivazione: “Per la capacità di costruire un mondo sospeso tra elementi fiabeschi e contemporaneità, nel quale la protagonista, dopo una vita di solitudine, trova la forza di farsi delle domande che mettono in discussione le sue scelte e di agire per assecondare il suo desiderio di amore, di sesso, di vita.” 

- Premio Oltre il Muro: Miglior cortometraggio italiano votato dai detenuti della Casa Circondariale di Trieste: "Bautismo" di Mauro Vecchi - Motivazione: “Il cortometraggio rappresenta con forza e lucidità una tematica sempre più attuale, quella della microcriminalità, delle bande giovanili e del bullismo che sta imperversando nelle grandi aree urbane. In questo caso la metropoli è Milano. Delineando un personaggio, uno di questi ragazzi allo sbando ma al di fuori di contesti criminali e anzi molto sensibile e delicato, l’autore riesce a riesumare quella violenza di una ritualità quasi ancestrale che è da sempre la spersonalizzazione dell’individuo, pegno da pagare per entrare a far parte del “contratto sociale”, per entrare a far parte di un gruppo o di un clan, non necessariamente criminali, in cui si vive o si sopravvive.”

- Menzione speciale a: "Così in terra" di Pier Lorenzo Pisano - Motivazione: “Per aver profondamente colto l’inesplicabile mistero della vita a cui nessuno, nemmeno gli “addetti ai lavori” in toga, in saio, con il solo collarino bianco, sa ovviamente dare una risposta. L’unica soluzione resta aiutare e confrontare chi vive nella grande sofferenza interiore, morale e pure fisica, a seconda della propria natura e ruolo che a sua volta il destino o dio ci ha elargito.”

- Premio Trieste Caffè: Miglior cortometraggio votato dal pubblico: Ex aequo “Pepitas” di Alessandro Sampaoli e “Fino alla fine” di Giovanni Dota

- Premio AMC: Miglior montaggio italiano: "My Tyson" di Claudio Casale - Motivazione: “Per l’utilizzo del montaggio dialettico quale elemento della dinamica narrativa. Come la madre cuce indumenti così il montaggio tesse attimi di vita dei due protagonisti. Madre e figlio si uniscono, immagini e suoni si intrecciano sviluppando la loro storia nel presente per rilevarne le condizioni determinate nel passato, e indicando un futuro già esistente nella nostra realtà: l’ineluttabilità di una libertà possibile, sempre.

- Menzione speciale a: "Freddo dentro" di Valerio Burli - Motivazione: “La menzione speciale va a un corto che nella fusione di immaginazione e realtà rappresenta metaforicamente il confronto generazionale. Il tempo narrativo del montaggio descrive, da un lato, la condizione umana di assuefazione agli orrori e l’incapacità di opporvisi insieme alla ricerca di un abbraccio quale impossibile scintilla di umanità, dall’altro, come ultima via per le nuove generazioni, il tuffo in un altrove nebbioso alla ricerca convinta di una concreta possibilità.”

- Premio Leonardo Da Vinci: Miglior fotografia italiana: “L’ombra della sposa” di Alessandra Pescetta - Motivazione: “Il mare della Sicilia accolse e non restituì più i corpi di migliaia di ragazzi morti durante la seconda guerra mondiale. Morti da una parte e dall’altra di eserciti e nazioni contrapposte, ma che in fondo al mare si ritrovarono tutti uguali. Corpi che nei tagli stressi delle inquadrature fluttuano attraverso l’acqua, assieme ai ricordi e ai legami lasciati e ormai spezzati - la foto della fidanzata, lettere d’amore, la fede nuziale -, corpi che neppure nella profondità di quel mare riescono a trovare pace. Alessandra Pescetta dipinge questi corpi con la luce cruda che filtra attraverso l’acqua, i colori ormai plumbei e i gesti ultimi che cercano un contatto ancora con chi in quella stessa acqua ha perso ogni speranza di riabbracciarli.E come in Leonardo, anche ne “L’ombra della sposa”, sono proprio gli affetti a disegnare la storia tra gli uomini e a raccontarcela ancora sempre attuale. E’ il racconto infatti di un tragico viaggio, che trasforma il sogno di una vita futura nel dramma di chi non avrà neppure una cassa di legno e un pezzo di terra in cui essere seppellito. Un tragico viaggio, che ancora oggi continua a ripetersi in quel tratto di mare.”

SEZIONE SHORTS VIRTUAL REALITY
(Giuria composta da Antonio Giacomin, Gabriella Giliberti e Stefano Seriani)

- Premio EstEnergy-Gruppo Hera Miglior cortometraggio VR: "Tower of Babel by the sea" di Feng Wei-Jung - Motivazione: “Tower of Babel by the Sea è un viaggio immersivo, attraverso l’uso della realtà virtuale e, quindi, la soggettività dello spettatore, che permette di esplorare nuove prospettive narrative che affondano le loro radici nella tragica realtà di un mondo sempre più alla deriva. Una rielaborazione mitologica che ci porta di fronte una lotta passiva, angusta e disturbante, che fa riflettere su quanto l’uomo si nasconda dietro il concetto di “divinità maligna”, ma non fa altro che portare alla luce il suo tragico delirio di onnipotenza, di vizio e superbia che lo rende vittima di sé stesso. Un lavoro tecnico e narrativo complesso, dal valore metaforico importante, accurato, agghiacciante e sconvolgente, dove l’uso della realtà virtuale amplifica il senso di impotenza e drammaticità degli eventi, scalfendo profondamente l’animo di chi lo guarda.”

- Menzione speciale a: "Borderline" di Assaf Machnes - Motivazione: “Una riflessione sul senso fisico e concettuale di confine, sull’esplorazione di esso e sulla labilità del termine di fronte alla vastità di una landa deserta. Un film che spinge ad andare oltre l’idea del confine stesso proprio con l’uso della realtà virtuale, spronando lo spettatore a valicare qualsiasi “linea”, scoprendo, esplorando con lo sguardo e con le azioni. Un estratto di realtà costruito con una struttura drammaturgia alla pari un thriller, dove la suspense cresce, il climax viene quasi esasperato, portando a voler disperatamente interagire con la drammaticità degli eventi, fino al raggiungimento di un inaspettato finale che rende, la narrazione in sé, tanto attuale quanto originale. Un lavoro - alla luce di quanto si sta vivendo - che non può non essere ricordato e, quindi, premiato.”

- Premio RAI Cinema Channel: Miglior cortometraggio VR: Ex aequo “Metro veinte: cita ciega” di María Belén Poncio  e “Borderline” di Assaf Machnes - Motivazione “Metro veinte”: “Per aver sapientemente sfruttato le potenzialità della tecnologia del VR ed averle messe a supporto di una storia che sfata con coraggio ma allo stesso tempo con delicatezza i tabù sulla sessualità e sulla disabilità.”

- Motivazione “Borderline”: “Per la capacità di immergere lo spettatore nel vivo dell'esperienza virtuale, portandolo in modo efficace all'interno della narrazione, catturando la sua attenzione fino alla fine e permettendogli di vivere in prima persona le emozioni e le incertezze del protagonisti.”

- Premio Il Piccolo: Miglior cortometraggio VR votato dal pubblico: "Borderline" di Assaf Machnes

SEZIONE NUOVE IMPRONTE
(Giuria composta da Alessio Cremonini, Elena Cucci, Gianluca Guzzo, Vinicio Marchioni e Sara Serraiocco)

Premio Crédit Agricole FriulAdria: Miglior lungometraggio: "Selfie" di Agostino Ferrente - Motivazione: “Per la capacità di farci interrogare sui meccanismi etici ed estetici della rappresentazione, in un’epoca in cui ognuno diventa il regista di se stesso eppure non smette di essere oggetto dello sguardo altrui. Per l’autenticità del racconto gestito in prima persona dai protagonisti e la verità non edulcorata del loro sguardo. Per l’onestà nel dichiarare comunque che la presenza di un regista in qualche modo dà forma anche alla rappresentazione autogestita. E perché Selfie cambia il modo di interpretare le possibilità narrative e raffigurative del cinema italiano, lasciando un’impronta profonda che d’ora in poi sarà impossibile ignorare.”

- Premio MYmovies: Miglior lungometraggio votato dal pubblico “Beautiful Things” di Giorgio Ferrero e Federico Biasin

- Premio AGICI: Miglior produzione: "Selfie" di Agostino Ferrente - Motivazione: “È strano dare il premio al miglior produttore/produzione là dove una produzione pare quasi non esserci. Questo film documentario va oltre il cinema verità ed entra nello specchio della verità, nella rappresentazione della stessa da parte degli attori protagonisti. Lo straordinario lavoro dello sceneggiatore, regista e dei produttori è quello di mettere le proprie forze ed abilità a servizio dell’imprevedibile percorso di chi si racconta. Vincono il premio per Miglior Produzione, Casa delle Visioni e Magnèto Productions per aver saputo sostenere il concept estremo di Agostino Ferrente in un percorso produttivo che ha portato al Film il supporto di preziose istituzioni quali l’Istituto Luce e il CNC francese così come due grandi aziende culturali europee: Rai Cinema e ARTE France. Selfie è un film difficile da produrre proprio per la sua costruzione volutamente anarchica, che grazie a produttori certamente tenaci ha regalato a tutti i suoi spettatori momenti di cinema unici.”

- Premio SNCCI: Miglior lungometraggio votato dalla giuria del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani: “The World is flat” di Matteo Carrega Bertolini - Motivazione: 

“Cercare il proprio posto nel mondo tra bisogni e desideri, paure e frustrazioni, senza perdere  se stessi. “The World is flat” mostra come l’incontro con l’altro sia la bussola migliore quando la Terra sembra appiattirsi. Premiamo il film, quindi, per la sua capacità di raccontare in modo non banale corpi e spazi, sguardi e gesti, di trovare immagini autentiche anche all’interno di una tradizione di cinema indipendente, attraverso un’estetica consapevole”.

- Premio ANAC: Miglior sceneggiatura: "Selfie" di Agostino Ferrente - Motivazione: “Una scrittura innovativa, rigorosa. Il ritratto, o meglio autoritratto, dei due protagonisti Alessandro e Pietro, entrambi sedicenni e residenti nel quartiere Traiano di Napoli, è toccante e distaccato nel contempo. La scelta stilistica del “selfie”, una strada rischiosa e spericolata, è stata perseguita con grande coerenza e consapevolezza. Colpisce la lucida determinazione con cui è stata scartata una scrittura che facesse uso della tecnica dell’empatia, evitando così di trasformare i due ragazzi protagonisti in “eroi negativi cool”, nello stile di molte serie tv. In definitiva, una scrittura innovativa per un film altrettanto innovativo, le cui inquadrature “frontali” fanno pensare alle inquadrature dei primi due film di Pier Paolo Pasolini, “Accattone” e “Mamma Roma”. Come sappiamo, per il grande poeta friulano “frontalità è sacralità”.

SEZIONE SHORTER KIDS’N TEENS

- Premio Shorter Kids: Miglior cortometraggio Kids: "Becolored" di Maurizio Forestieri

- Premio Shorter Kids pubblico: Miglior cortometraggio Kids votato dal pubblico: "Becolored" di Maurizio Forestieri

- Premio Shorter Teens: Miglior cortometraggio Teens: "Me first" di Aggelos Tzogou, Diamantis Pachis, Giorgos Foskolos, Nikos Skiathitis, Panagiotis Fouscarinis, Ioanna Foskolou, Ioanna Tsarpala

- Premio Shorter Teens pubblico: Miglior cortometraggio Teens votato dal pubblico: “Golden Girl” di Chiara Fleischhacker

- Premio Cinema del Presente: Alessio Cremonini

- Premio Prospettiva: Francesco Di Napoli

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