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Rai, TG1: calo ascolti, polemiche interne e informazione di parte

Che succede al telegiornale della rete ammiraglia della Rai ? 

 di Maurizio Pizzuto
 
Povero Tg1, poveri italiani, poveri noi, poveri tutti.
Più lo guardiamo il TG della rete ammiraglia della Rai e più ci rendiamo conto della disfatta di quello che era il miglior prodotto editoriale dell'azienda di Stato.
Milioni di italiani per lunghissimi anni lo hanno seguito, lo hanno amato, ci hanno creduto, lo hanno considerato il verbo.
Oggi invece sembra sempre di più l’organo ufficiale di stampa del Movimento 5 Stelle e del partitino ombra di Giuseppe Conte.
Immaginiamo che il nuovo direttore del TG Giuseppe Carboni abbia un senso di esasperata ammirazione per Conte, Di Maio e Bonafede, altrimenti non si spiegherebbe il taglio del giornale e soprattutto questi titoli così carichi di entusiasmo verso Conte e compagni.
Ma possibile che il direttore Carboni non si renda conto che il suo TG è ormai completamente fuori da ogni realtà? Possibile che Carboni creda davvero al successo italiano nel mondo e alla crescita produttiva del Paese che il suo giornale ci racconta ogni giorno?
Direttore, ma lei vive per strada o vive invece chiuso nel suo bunker a Saxa Rubra?
Forse il direttore Carboni ha elementi che noi comuni mortali non abbiamo, per valutare come fa lui la storia del Paese, ma perché un giorno non si presenta in studio e ci spiega perché il racconto che ci fa ogni giorno dell'Italia è sempre e comunque un ricordo positivo e l'unica cosa negativa sembrano essere Salvini, Meloni e qualche volta, ma in tono molto minore, anche Silvio Berlusconi?
Perché il direttore Carboni non spiega agli italiani una volta per tutte la sua scelta di campo?
Un tempo per Carboni andava bene anche il PD, da Gentiloni a Zingaretti da Orlando a Franceschini, ma ora anche loro sono finiti nel dimenticatoio del giornale. Ma quanto potrà durare una situazione di questo genere?

Lo chiediamo all’AD Salini.

In altri tempi un direttore di parte come Carboni sarebbe stato messo da parte e in maniera anche plateale. Si vede che Carboni è davvero molto amato nei palazzi dei grandi poteri istituzionali.

Per noi che non siamo più ragazzi il ricordo che abbiamo del TG1 è strettamente legato ai suoi uomini guida e ai giornalisti che per anni, ogni giorno, entravano nelle nostre case per raccontarci la vita del Paese.

Noi crescevamo e il TG1 era la storia del Paese.

Ma il TG1 era soprattutto il racconto dei suoi uomini migliori, che allora erano Emilio Fede, Massimo Valentini, Maurizio Beretta, Bruno Modugno, Angela Buttiglione, Paolo Di Giannantonio Marcello Morace, Alberto Masoero, Alberto Michelini, Giuseppe Vannucchi, Liliano Frattini, Claudio Angelini, Ottavio Di Lorenzo, Arrigo Petacco, Diego Cimara, Fulvio Damiani, Giuseppe Lugato, Adalberto Manzone, Mimmo Sacco, Dante Alimenti, Vittorio Citterich, Nuccio Fava, Albino Longhi, Fabrizio Del Noce, Alberto Maccari, Paolo Frajese, Massimo Olmi, Mino Damato, Piero Forcella, Romano Battaglia, Barbara Scaramucci Elio Sparano, Bruno Vespa. Tanti altri ancora dopo di loro.

Quanti ricordi belli di quegli anni. Ognuno di noi apriva il TG1 delle 20 e prendeva contezza piena delle cose che erano accadute durante il giorno, in Italia e nel mondo, e sapeva soprattutto che il rigore dell'informazione era tale che nessuno dei giornalisti del TG1 avrebbe mai potuto travisare o alterare la realtà delle cose: Oggi è tutto diverso.

Il TG1 perde credibilità, perde consensi, perde lettori, perde soprattutto il feeling che per lunghissimi anni lo ha tenuto strettamente legato al popolo italiano.

Perde anche pezzi importanti della redazione, per via di un gioco perverso che vede, per esempio, mandare in ferie forzate per oltre un anno una eccellente giornalista come Maria Rosaria Gianni, Caporedattore Centrale della redazione Cultura e che ha sacrificato le sue ferie per esclusivi motivi di servizio.

Ma vede costretto all'isolamento e all’allontanamento forzato dal Festival del cinema di Venezia uno dei suoi inviati più brillanti, il giornalista Leonardo Metalli.

Il sindacato interno, il Cdr, ne ha preso atto, ha posto al direttore Carboni il tema dell’organico, carente e da rinforzare. E che fa Carboni? Che fa l’AD Salini?

Mentre Maria Rosaria Gianni attende di essere ricevuta da Salini per un chiarimento definitivo, Leonardo Metalli comunica al Cdr di essere costretto a restare fuori dal ciclo e dal sistema produttivo della redazione cultura del TG1.

Ci chiediamo: ma è normale tutto questo? È onesto trattare in questo modo professionisti che hanno dato la loro vita alla fattura e alla crescita del giornale più visto della Rai?

Ed è normale non affrontare in casa propria il tema delicatissimo del conflitto di interessi che più volte si è palesato nella redazione cultura del TG1?

Noi non ne vogliamo parlare in questa sede, ma ci sono dettagli che tutti conoscono, il direttore, il sindacato, i vertici di Viale Mazzini, ma nessuno ha mai mosso nulla per chiarire e risolvere i problemi interni.

Ci chiediamo se una persona trasparente e limpidissima come il ministro Spadafora, che conosce bene le dinamiche interne Rai, e che in Rai è il massimo referente del Movimento 5 Stelle possa mai accettare queste cose.

Francamente noi lo crediamo troppo onesto per pensare male di lui.

I colleghi che in queste settimane ci chiamano dalla redazione del TG1 sono tantissimi e ci hanno raccontato mille aneddoti diversi e mille storie differenti, che non riproponiamo qui per evitare inutili polemiche anche personali.

Ma quale TG1 del passato si sarebbe mai sognato di mandare in onda il servizio di un libro scritto dal giornalista, o dalla giornalista che è in conduzione in quel momento, e che nello stesso momento in cui il servizio va in onda viene presentato e anticipato dal suo stesso autore?

Il 9 agosto scorso la rubrica "Billy" diretta da Bruno Luverà manda in onda una intervista alla giornalista Valentina Bisti sul suo libro “Tutti i colori dell'Italia che vale. Storie da un Paese che guarda avanti”, e tutto questo accade proprio mentre la giornalista Valentina Bisti è in onda a leggere il Tg1 di quel giorno.

In altri tempi tutto questo non sarebbe mai potuto accadere. Forse quel giorno il direttore Giuseppe Carboni era in ferie, o forse era consapevole e perfettamente informato della gaffe che stava per andare in onda.

Rimane comunque un fatto difficile da digerire. Ma non finisce qui. Il nostro racconto andrà avanti nelle settimane che verranno.

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