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LA VOCE DELL’UECI

 

UECI - Unione Esercenti Cinematografici Italiani - lancia “UN PATTO PER LA SOPRAVVIVENZA DELLE SALE CINEMATOGRAFICHE” in accordo con il Governo

UECI chiede con forza al Governo Italiano, un accordo per ottenere un contributo a fondo perduto per tutte le strutture cinematografiche (circa 2.000 che sviluppano circa 4.000 schermi) d’Italia. Nonostante la difficile situazione sanitaria il governo è chiamato a reagire tempestivamente, salvaguardando il “Cuore della Filiera del Cinema” e impegnandosi a mantenere il motore accesso degli avamposti culturali del Paese nell’attesa della VERA ripartenza del settore. Il contributo richiesto dovrà essere erogato agli esercizi cinematografici. Basterà far parte di una delle categorie sottoposte a chiusura totale e/o parziale. Le attività sospese dovranno essere tassativamente ristorate in tempi brevi con almeno 200 milioni totali da ripartire tra le sale rientranti nei requisiti.

E’ altresì fondamentale normare e regolamentare il mercato cinematografico, perché da ciò dipende la sopravvivenza stessa di molte imprese italiane.

Per differenziarsi occorre tutelare le sale ed il Prodotto Indipendente Italiano e tutti i suoi attori e promotori.

Il Governo deve riequilibrare i diritti degli esercenti, introducendo le finestre di sfruttamento del prodotto italiano, europeo e Internazionale, trovando il giusto equilibrio per il loro sfruttamento come succede in Francia e Germania. Inoltre, si dovrà necessariamente normare l’accesso al prodotto, le condizioni di noleggio, l’eliminazione dei minimi garantiti oltre alla costituzione di un organo di vigilanza, SIAMO UN MERCATO!

E’ di primaria importanza dunque, che gli organismi governativi preposti stanzino un fondo di sopravvivenza in favore degli esercenti cinematografici, detentori di avamposti culturali e di aggregazione sociale fondamentali e indispensabili per l’Italia.

UECI pensa che non vi sia altra strada percorribile. Una strategia adeguata alla situazione presente per fronteggiare questo momento di emergenza e riprogettare la sopravvivenza delle sale cinematografiche e della cultura.

E’ quanto mai urgente confrontarsi proponendo azioni chiare e condivise, ma tutta la filiera e la catena del valore vanno tutelati dall’inizio alla fine di questo processo decisionale.

Non si può ripartire senza norme certe. E’ una evidenza infatti che la ripartenza del settore, dal 15 giugno ad oggi e’ stata fallimentare perché di fatto ha lasciato le sale sprovviste per ben 5 mesi della quantità di prodotto necessario ad una minima sopravvivenza.

l’Italia non può permettersi di perdere la magia, i sogni, le emozioni che solo il grande schermo sa regalare!

Basta con questo Far West, esigiamo regole certe e vigilanza.

RIPORTIAMO IL CINEMA AL CENTRO DEL VILLAGGIO. Manuela Ilari

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