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MARCO CASCONE : “Le mie Musiche da Film spero riportino colore al Cinema”

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di Lisa Bernardini

Marco Cascone è un compositore di Musica da Film anagraficamente giovane (35 anni),  ma ha già in realtà una lunga gavetta sul campo con giovani registi nazionali ed internazionali, ed è  molto apprezzato nel nostro Paese.  Ha scritto per svariati generi musicali su diverse tipologie di progetto (cortometraggi, documentari, lungometraggi). Ha anche collaborato spesso con importanti produzioni come Mediaset, Vogue e RAI TV. 

Si è laureato in Pianoforte e Composizione con il massimo dei voti al conservatorio Santa Cecilia di Roma, e ha poi  rivolto i suoi interessi alla musica Jazz ed Elettronica apprezzandone le sonorità ma cercando di fonderle con il genere Classico.14M.Casconedx

Recentemente,  è uscito sul mercato il film  “Sul più bello”, per cui Cascone ha scritto le musiche; trattasi di  una pellicola prodotta da  Eagle Pictures per la regia di Alice Filippi; sceneggiatura di Roberto Proia e Michela Straniero; soggetto di Roberto Proia. Questo  suo ultimo lavoro è stato iscritto ai David di Donatello 2021 e in giro, di questa pellicola,  fra gli addetti ai lavori, se ne sta parlando con accenti lusinghieri

Quello che stiamo vivendo è un momento veramente difficile per il Cinema italiano, che però’ -  nonostante il covid19 abbia creato una urgenza sanitaria mondiale che ha bloccato l’economia in generale, ed alcuni settori più di altri - fa continuare come possibile l’esplicazione del talento. Si cerca di continuare tra mille ostacoli l'attività lavorativa, conservando la voglia di andare avanti, perché la professionalità impone di  re-inventarsi.

Marco Cascone, da musicista preparato quale è, non si è fermato.

Lo intervistiamo per telefono: attualmente, si trova in Sicilia proprio per lavoro.

Come nasce l'idea di una colonna sonora per un compositore di Musica da Film? A cosa deve servire, perché non deve mancare in una pellicola cinematografica?

La musica esprime quello che le parole non dicono. Un’opera cinematografica racchiude tantissimi elementi eloquenti che vanno oltre le parole, le battute. Basti pensare alle espressioni dei personaggi, ai colori della fotografia e, naturalmente, alla musica. In questa grande famiglia si impara a crescere portando rispetto per le altre arti senza mai dover ribadire quello che le altre parti stanno dicendo. Personalmente ritengo sbagliato continuare a sottolineare con la musica gli stessi aspetti che mette in evidenza la fotografia per esempio, si rischia solo di creare qualcosa di ripetitivo senza aiutare il naturale flusso del film. Ritengo molto più interessante dire quello che non è ancora stato detto, definire lo stato d’animo della scena. Mi piace pensare alla colonna sonora come la cornice di un quadro, il suo compito è quello di mettere in risalto il quadro, non quello di sovrastarlo o farne notare solo alcuni aspetti. Il linguaggio musicale DEVE essere paritario nel confronto con tutte le altre arti che compongono un opera cinematografica. Facendo un esempio, se in un film di fantascienza dovessi trovare un ottimo sound design, non avrebbe senso ricreare effetti con l’orchestra, otterrei solo un disturbo al lavoro del sound designer, molto meglio preparare un anche solo una nota lunga la tensione della scena invece che perdersi in tecnicismi inutili. 

16M.CasconebnDxQuali sono i pregi e i difetti di un compositore, Marco: come li descriveresti?

Pregi e difetti sono i caratteri fondamentali di ogni essere vivente. Un compositore è quello che è portando con sé l’uomo. Forse troppo spesso un compositore tende all’escludere il mondo reale e le connessioni con esso per trovare spazio nel proprio mondo interiore, ma in riferimento alla musica da film, è un male necessario alla riuscita del lavoro. Importante è capire quando abbandonare il proprio mondo è tornare alla vita di tutti i giorni fatta di connessioni con gli altri. Personalmente ritengo importante non confondere l’uomo con il compositore. Il valore del compositore non è relazionato al comportamento umano/sociale dell’uomo che lo rappresenta.

Parlando della tua colonna sonora scritta per “Sul più bello”, che cosa ti piacerebbe che si evidenziasse di questo tuo lavoro? Aiuta il pubblico a capirne i meriti.

“Sul più bello” è un film fresco e colorato, così come la mia colonna sonora. Mi piacerebbe che il pubblico potesse coglierne proprio questo gusto, già introdotto dalla title-track di Alfa che si sposa benissimo con il resto della colonna sonora. Mi piace sottolineare che tutta la colonna sonora si basa sul convenzionale/non convenzionale, ossia sull’utilizzo di strumenti che spesso vengono impiegati in situazioni "di genere” ma seguendo una tecnica che non appartiene allo strumento stesso. Come ad esempio un’Arpa suonata attraverso un nastro di seta, o un Ukulele arpeggiato su posizioni non proprie dello strumento.  La sfida era quella di creare un commento non troppo impegnativo all’orecchio e, al contempo, pieno di ricerca e di equilibri sonori spingendosi nella sperimentazione senza uscire dalla sfera tematica del film.

La colonna sonora che avresti voluto scrivere tu, invece?

Beh più che una colonna sonora, posso dirti per chi mi piacerebbe scrivere una colonna sonora. Nolan di sicuro mi ispira tantissimo, le sue pellicole danno spazio ad un’inventiva musicale non indifferente e con dietro un ragionamento filosofico/matematico/scientifico che rende la “sfida” della scrittura molto interessante (dalla scelta delle scale di Shepard  in Dunkirk al selezio assoluto in Interstellar). Un’altra bellissima esperienza sarebbe quella di scrivere la colonna sonora per un film di  007, potendo creare una pasta sonora maneggiando il lavoro di Norman/Barry.

Un’ultima domanda, prima di salutarci: quale è lo sbaglio che speri di non fare mai nel tuo lavoro?

Uno sbaglio che non mi perdonerei mai sarebbe quello di mettere avanti il profitto alla musica. È vero, la musica è un lavoro, ma il tipo di impegno, la comunicazione che ne sta alla base non possono dipendere da un assegno. Il profitto è legato ad altri aspetti, come riduzioni di organico e di assistenti, la scelta più o meno forzata di Virtual Instruments anziché un’orchestra vera (seppur spesso ho messo in gioco la mia quota di compositore per amore di avere musicisti dal vivo).

Auguriamo alla pellicola “Sul più bello” i migliori successi, e alla colonna sonora di Marco il riconoscimentoche merita; da pochi giorni quest’ultima è disponibile su spotify, ed il film dal giorno 8 gennaio è visibile su Amazon Prime Video.

Sarà un successo: scommettiamo?

(Foto: courtesy Marco Cascone)

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