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‍Cinema, a Ischia “Black Parthenope” in anteprima

In viaggio nella Napoli sotterranea

Martedì 29 giugno è stata una serata ricca di incontri e suggestioni: la convivenza tra palestinesi e israeliani ispira “200 metri”, introdotto da una rappresentanza di Amnesty International

‍C’è una Napoli in larga parte inedita, quella del suo intrigante sottosuolo, che trasuda storia, avvolge e soffoca: vi si dipana l’intreccio di “Black Parthenope”, una delle più attese anteprime che hanno impreziosito la serata di martedì 29 giugno. Il film, in programma alle 20.30 in Piazza d’armi, ha la regia di Alessandro Giglio, e racconta il viaggio dei visitatori nella vasta città sotterranea, in un loop temporale straordinario e lontano dalla frenesia quotidiana.

Presente nella suggestiva location del Castello Aragonese, teatro della manifestazione, l’intero cast, composto da Gianluca Di Gennaro, Giovanni Esposito, Nicola Nocella e Marta Gastini.

A seguire, la proiezione del film “200 metri”, introdotto dall'incontro con Tina Marinari, rappresentante di Amnesty International. Diretto dal regista palestinese Ameen Nayfeh, il film è la storia di una famiglia divisa da un muro, e del difficile viaggio che intraprende un padre, Mustafa, per raggiungere il figlio che ha subito un incidente.

La Cattedrale dell’Assunta ha fatto da sfondo alle due anteprime assolute in programma per la serata: alle 20.30 “Clarus” di Michele Schiano, lavoro in concorso per la sezione Scenari campani, ambientato presso le strutture archeologiche di Alife, e alle 21.20 il lungometraggio “Echoes of the empire: beyond Genghis Khan” di Robert H. Lieberman, una splendida visione cinematografica del passato e del presente della Mongolia. Entrambe le proiezioni sono state anticipate da un’intervista agli autori.

La serata è proseguita con l’incontro con Claudio Casale, regista di “Shero” che ha introdotto il suo progetto, in concorso per Location negata: la storia di un’attivista indiana per i diritti delle donne, sfregiata con l’acido. Alle 23.30 Jasmine Trinca, con il suo “Being my mom”, ha condotto il pubblico in una Roma deserta, insieme a una madre e una figlia che, trascinando una valigia, camminano senza sosta.

A chiudere la serata alla Cattedrale dell’Assunta, alle 23.32, l’anteprima italiana “Shakira” del regista libanese Farah Shaer, che racconta l’incontro tra una giovane donna zingara e Marius, un membro di una banda di rapinatori.

La terrazza di Casa del Sole è stata la location dedicata all’incontro, alle 20.30, con il regista Stefano Giacomuzzi e l’attore Alfeo Carnelutti, che hanno anticipato la proiezione del lungometraggio “Pozzis, Samarcanda”, anteprima italiana. Un viaggio in motocicletta di due amici, dalle montagne del Friuli, per arrivare a Samarcanda.

E’ seguìto il cortometraggio in concorso “Talker” del regista iraniano Mehrshad Ranjbar, che tratteggia il repentino cambio di abitudini di una coppia di anziani.

Infine la pellicola italiana “Movida” del regista Alessandro Padovani, presente alla serata per parlare al pubblico del suo film, in concorso per la sezione location negata con il suo racconto di una Belluno dal punto di vista dei giovani, che lentamente vedono la propria città spopolarsi.

 L'Ischia Film Festival è realizzato sotto l'Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, con il contributo della Regione Campania (Direzione delle politiche culturali e del turismo) e della Direzione Generale Cinema del MiC. 

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