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XXV EDIZIONE DEL TERTIO MILLENNIO FILM FEST

 

"PRENDERSI CURA. QUANDO IL CINEMA GUARDA E NON PASSA"

AL CINEMA MYCITYPLEX DORIA LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE. I VINCITORI: 

MIRACOLAL CENTO PER CENTO, THE RIGHT WORDS E IL CAPITANO VOLKONOGOV È SCAPPATO 

I film vincitori del Tertio Millennio Film Fest, per la Giuria Interreligiosa, per le due Giurie di qualità e per la Giuria Nuovi Sguardi, sono stati Miracol di Bogdan George Apetri, Al cento per cento di Eric Gravel, The right words di Adrian Moyse Dullin e Il Capitano Volkonogov è scappato di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov.

Dal 9 al 13 novembre presso il Cinema MyCityplex Doria si è svolta la XXV edizione del Tertio Millennio Film Fest, il festival cinematografico del dialogo interreligioso, dal titolo “Prendersi cura | Quando il cinema guarda e non passa”. 

Il 13 novembre ha avuto luogo la cerimonia di premiazione, condotta da Federico Pontiggia, critico cinematografico della Rivista del Cinematografo. Sul palco i due direttori artistici del festival, Marina Sanna e Gianluca Arnone, che hanno condiviso un primo bilancio della XXV edizione: «Il più grande successo di questa edizione del festival è stato vedere gli spettatori fermarsi di fronte al cinema per confrontarsi su quanto avevano appena visto. I film che vogliamo al Tertio Millennio Film Fest sono quelli che ci aiutano a cercare un mondo nuovo e a capire come abitarlo». 

Mons. Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, si è unito ai direttori artistici: «È un'edizione che abbiamo voluto fortemente anche se le condizioni non erano ideali viste le vicende che viviamo. La Fondazione Ente dello Spettacolo ha bisogno di momenti di incontro e di nutrirsi di differenze poiché attivano quel processo grazie al quale il soggetto si espone. Questo festival è arricchito dalle differenze caratterizzanti il tavolo delle comunità che ne permettono la realizzazione e delle espressioni artistiche che ne sono protagoniste. La Fondazione vuole portare avanti questo esperimento che continua da venticinque anni, in forme nuove e adeguate ai tempi. Questa è stata un'edizione che ha vissuto di uno sguardo molto aperto». 

Ha partecipato alla cerimonia di premiazione anche mons. Stefano Russo, segretario della CEI: «Mi sembra evidente che l'intenzione della Fondazione Ente dello Spettacolo e cioè quella del 'Prendersi cura', come da titolo, sia riuscita. Il festival mi sembra sia perfettamente in linea con il cammino sinodale: il Papa ha infatti detto che incontrarsi significa mettersi in relazione».  

Si è entrati così nel vivo della premiazione. Quattro sono state le opere premiate così come quattro sono state le giurie che hanno decretato i vincitori. 

Miracol di Bogdan George Apetri è il miglior film per la Giuria Interreligiosa, presieduta dal regista Guido Chiesa e composta dai delegati delle comunità cattolica, protestante, ebraica, musulmana, buddhista e induista, Giulia Bulckaen, Giuseppe Bellasalma, Sira Fatucci, Muhammad Umberto Pallavicini, Guglielmo Doryu Cappelli, Svamini Shuddhananda Ghiri e Hamdan Al Zeqri. Ha vinto Miracol «per il coraggio nelle scelte di regia e per l’originalità nell’affrontare il tema della spiritualità in un mondo sempre più secolarizzato», si è letto nella motivazione.

Per i lungometraggi la giuria ha inoltre segnalato, con una menzione speciale, Abu Omar di Roy Krispel per l’universalità dello spunto narrativo e il rigore dello stile. E poi la menzione speciale anche per il cortometraggio The Letter Room di Elvira Lind.

La Giuria di qualità per la sezione dei lungometraggi, presieduta dal regista Giorgio Diritti e composta dal regista Andrea Pallaoro e dalla scrittrice Lisa Ginzburg, ha deciso di assegnare il Premio per il miglior film a Al cento per cento di Eric Gravel, «perché nel racconto di una vita convulsa, sempre in apnea, di una madre single strattonata tra la periferia e la città in una ricerca di stabilità professionale e psicologica sempre sul punto di crollare, è un film che parla del nostro tempo, del suo affanno e della sua profonda incertezza e instabilità. La tenuta del ritmo forsennato rende impeccabile una regia supportata da una straordinaria interpretazione femminile, capace di rendere una vicenda intima e drammatica un apologo universale, che ci emoziona e ci allarma per innumerevoli altre storie possibili». 

La Giuria di qualità per la sezione dei cortometraggi, presieduta dall'attrice Maria Roveran e composta dal regista Paolo Strippoli e dalla giornalista Emanuela Genovese, da deciso di assegnare il Premio per il miglior cortometraggio a The Right Words di Adrian Moyse Dullin, «per il ritratto vibrante di uno spaccato di quotidianità adolescenziale dal sapore universale, che attraverso una narrazione autentica e diretta racconta le fragilità delle giovani relazioni e il loro perpetuo scontro con le aspettative del mondo circostante. I social network sono un filtro di contemporaneità che l’autore pone tra i personaggi e gli spettatori senza facili giudizi, lasciando agli ultimi il compito di interpretare la complessità del mondo in cui si muove il giovane protagonista».

La giuria ha inoltre segnalato, con una menzione speciale, Shero di Claudio Casale perché «ha la capacità di esprimere quanto la bellezza non sia parametro di misurazione di una vita riuscita. Attraverso il linguaggio del documentario, Shero racconta la vita di una donna sopravvissuta a un'aggressione con acido senza retorica e pietismo, esaltando invece il coraggio e la vitalità della sua protagonista». 

Infine, la Giuria Nuovi Sguardi, composta da studenti di cinema dell’Università Salesiana di Roma, ha assegnato il premio «a quell’opera che si è imposta per freschezza di sguardo, audacia narrativa e originalità di messa in scena»: Il Capitano Volkonogov è scappato di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov.

La cerimonia si è conclusa con la proiezione di Miracol, vincitore del Premio per il miglior film della Giuria Interreligiosa. 

I direttori artistici hanno dato appuntamento alla prossima edizione che si terrà dal 14 al 19 novembre 2022.

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