• top cover
  • home-una-vita

Un set alla moda

25CiroingressomostraIl Maestro Ciro cellurale all'ingresso della Mostra

Ad Alessandria un evento imperdibile

Testo e foto di Claudio Manari

Una visita ad una mostra inaspettatamente molto interessante ed eccezionale in considerazione delle premesse che, tratte dalle notizie sul web, non ne esaltavano affatto le particolarità. Un tipico caso di gestione della comunicazione assai scarso, o quanto meno poco incisiva e diffusa sul territorio nazionale. Accompagnato dal maestro Ciro Cellurale, da sempre sensibile alle bellezze artistiche, archeologiche e più in generale legate alla diffusione della cultura del nostro Paese, mi sono recato nella mia città natale, Alessandria, alla mostra inaugurata il 15 aprile scorso, prevista fino al 30 giugno, e che è stata invece prorogata fino al 2 novembre 2022. Il maestro artista ritornava in città dopo aver in passato proposto mostre personali che hanno avuto successo e risonanza e nell’occasione ha ulteriormente ricevuto proposte per nuove esibizioni che senz’altro gratificheranno la città.

23Alessandriarepertiromani

Reperti Romani

Nella splendida cornice di Palazzo Cuttica nel centro storico della città, la mostra unisce al tema specifico cinematografico, la presenza di una meravigliosa raccolta archeologica e opere di inestimabile valore storico ed artistico tra pitture, arazzi, sculture e decorazioni architettoniche.

Palazzo Cuttica di Cassine è un palazzo del XVIII secolo voluto dal Marchese Cuttica di Cassine e presenta uno stile tra il rococò ed il classicismo. Un'ala del Palazzo è oggi adibita a Museo Civico .

La prima sala accoglie gli Arazzi, manifattura della seconda metà del XVII secolo che narrano due episodi tratti dagli “Atti degli Apostoli”, provengono da Santa Maria Domus Magna di Alessandria. Il Globo Celeste, opera di padre Pietro Maria da Vinchio, è datato 1750-51.

18Arazzo

Arazzo

Le tre Sale archeologiche ospitano la Collezione Di Negro Carpani che raccoglie reperti provenienti dalla zona dell'antica Julia Dertona 8 odierna Tortona) che coprono un periodo molto ampio: dall'età del bronzo alla fondazione della colonia romana fino al periodo di dominazione gota. In particolare nella prima sala sono conservati vasi e urne che in origine si trovavano nelle necropoli del territorio. Nella seconda sala si trova la parte più cospicua della collezione costituita da resti di decorazione marmorea delle domus aristocratiche. L'ultima sala ospita reperti più “recenti” di una città ormai cristianizzata, tra cui il frammento di archivolto con un'inscrizione che ricorda il vescovo Giuseppe (770).

15pannelloLa Sala del Cinque e Seicento è adornata da tre pale d'altare di fondamentale importanza per la storia dell'arte del Monferrato alessandrino, Il Trittico dell'Annunciazione del Maestro del S. Guido di Acqui (Galeotto Nebbia?) del 1497, Il polittico dell'Incoronazione della Vergine di Gandolfino da RoretoL'Immacolata con i Santi San Francesco e Antonio da Padova di Carlo Francesco Nuvolone, proveniente dal convento dei cappuccini di Tortona.

La Sala Napoleonica ospita alcuni cimeli storici risalenti agli anni a cavallo tra Sette e Ottocento che segnarono profondamente la città di Alessandria, particolarmente amata da Napoleone perché vicina al luogo della battaglia di Marengo:

Le Sale dedicate a San Pio V rievocano l'unico papa piemontese, di origine alessandrina, che volle nella sua terra natia un convento domenicano con le opere dei migliori artisti romani dell'epoca.

La Sala del Risorgimento, allestita in occasione della celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, celebra le figure di Andrea Vochieri e Cristoforo Moia patrioti italiani.

Al 2004 risale l'istituzione del Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne dove sono raccolte circa 2000 stampe, tra mappe, carte geografiche antiche, vedute di città e soprattutto incisioni di artisti contemporanei, tra cui si distinguono i Fondi Villa, Bozzetti, Carbonati, Annone, Sassi, Pozzi.

Esso divenne in breve tempo un centro mondano che accoglieva i migliori ingegni della città. Nel periodo napoleonico il palazzo venne scelto come abitazione dal generale francese Chasseloup e in seguito dal generale Despinois.

Nel 1806 esso divenne Prefettura di Marengo e infine venne acquistato dal Comune che vi inserì la Prefettura, l'Amministrazione Provinciale, gli Uffici finanziari e in seguito gli Uffici postali e il Tribunale.

Oggi il Palazzo accoglie il Conservatorio Statale di Musica "Antonio Vivaldi" e la scuola media annessa.

22abitialessandria

Tornando alla Mostra dopo il doveroso omaggio al Palazzo che ne fa da splendida cornice e che ritengo meritevole di menzione e accurata descrizione per invitare a visitarlo anche a Mostra terminata, segnalo che il 9 maggio scorso l'attrice Stefania Sandrelli ospite della Città di Alessandria, presenziò in qualità di madrina ad un evento che intendeva dare lustro nazionale alla mostra ma che purtroppo ha avuto relativa risonanza mediatica. La nota attrice ha partecipato anche a un incontro, organizzato al Teatro Alessandrino, con Steve Della Casa, direttore artistico del TFF (Torino Film Festival); Roberto Lasagna, direttore Festival Adelio Ferrero Cinema e Critica di Alessandria; Giorgio Simonelli, critico cinematografico e televisivo. L'appuntamento - voluto dal Comune e organizzato dall'azienda culturale 'Costruire Insieme' con la partecipazione del 'Ferrero' e del Teatro Alessandrino - ha aperto una serie di manifestazioni a corredo della mostra, promossa dalla Regione Piemonte, con il coordinamento scientifico del Museo Nazionale del Cinema di Torino e della Cineteca Nazionale di Roma, la partecipazione di Film Commission Torino Piemonte e Fondazione Artea, la collaborazione della Fondazione Filatoio Rosso di Caraglio.    

18vestitomanichino

La mostra racconta un secolo di cinema italiano tra fotografie e costumi', ed è stata curata da Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino. L’evento, fortemente voluto dalla Città di Alessandria e organizzato dall’Azienda CulturAle Costruire Insieme, è stato promosso dalla Regione Piemonte, dalla Fondazione Artea, con il coordinamento scientifico del Museo Nazionale del Cinema di Torino e della Cineteca Nazionale di Roma, e con la collaborazione della Fondazione Filatoio Rosso di Caraglio.18Abito Lauldi

Abito per Antonella Lualdi

Diciassette costumi e settanta suggestive fotografie di set realizzate dal «fotografo delle dive»  Angelo Frontoni (Roma, 1929-2002) si intrecciano in un percorso espositivo che è un viaggio a ritroso che parte dal cinema muto di inizio Novecento, quando Torino era la Hollywood italiana ed erano gli stessi registi a supervisionare i costumi, per poi approdare al cinema sonoro e all’epoca d’oro di Cinecittà, delle pellicole d’autore di Luchino Visconti e Pier Paolo Pasolini e della commedia all’italiana, da Dino Risi a Roberto Benigni. 

L’allestimento della mostra comprende l’esposizione di 17 costumi e attrezzeria autentici del periodo 1900-1920, legati all’epopea del cinema muto e provenienti dalla Sartoria Teatrale Devalle di Torino.

18Costume epoca del mutoCostume dell'epoca del muto

Per il cinema sonoro, invece, sono presenti abiti eleganti e preziosi indossati da grandi dive dell’epoca d’oro del cinema italiano in collaborazione con la Sartoria Annamode di Roma che, sin dagli anni ‘50, realizza con passione abiti che hanno reso i costumisti italiani famosi nel mondo.

Gli abiti in mostra raccontano il cinema italiano, l’attenzione al dettaglio e la creatività di costumisti ormai entrati nel Pantheon del cinema internazionale: da Pietro Tosi a Marcel Escoffier, da Danilo Donati a Maurizio Chiari, da Nicoletta Ercole ad Aldo Buti.

Il percorso prosegue poi con una scelta di foto di lavorazione che ritraggono alcuni tra i protagonisti dell’epoca d’oro dello straordinario cinema italiano tra gli anni ‘50 e gli anni ‘90. Le foto di scena traghettano il visitatore dentro il set, alla scoperta del lavoro che sta dietro ad un ciak, agli accessori e ai dettagli che hanno contribuito a creare la fortuna, ad esempio, del kolossal Cabiria negli anni dieci del Novecento, così come, in tempi più recenti, il fascino di dive intramontabili come Claudia Cardinale, Sophia Loren, Silvana Mangano e Stefania Sandrelli.

La prima parte si compone di una selezione di immagini di grande effetto scenografico: le fotografie di scena di film muti come Gli ultimi giorni di Pompei, Spartaco, Salambò e, naturalmente, Cabiria, il celebre kolossal di Giovanni Pastrone girato a Torino. Sono immagini in cui i costumi e le imponenti scenografie restituiscono la dimensione spettacolare e l’impegno produttivo del cinema muto torinese.

Da segnalare le meravigliose fotografie di Antonella Lualdi insieme a Pierpaolo Pasolini sul set de La notte Brava ed il vestito indossato nel film.

Una ultima notazione riguarda la mancata edizione di un catalogo mostra che in questo caso, in considerazione della ricchezza degli apparati presentati avrebbe senz’altro goduto i un ottimo successo.

Nel complesso comunque, intendo sottolineare che la Mostra vale la visita e che l’accoglienza da parte del personale preposto è stata fattiva, cortese e improntata alla più ampia disponibilità grazie anche alla preparazione e alla professionalità dimostrata.

Per approfondimenti si possono consultare i link sul web che ne descrivono le modalità di accesso e gli orari.

  • Baner Ehome

© 2001-2021 ANNUARIO DEL CINEMA - TUTTI I DIRITTI RISERVATI
Centro Studi di Cultura, Promozione e Diffusione del Cinema
Presidente Alessandro Masini
Corso di Francia 211 - 00191 Roma
P.IVA 04532781004

La Direzione stabilisce insindacabilmente di inserire, rimuovere, oscurare, modificare, immagini e testi dal sito, a propria discrezione.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001

Informativa sull'utilizzo dei Cookies
Informativa Privacy