Alberico Lombardi un talento diviso tra arte ed insegnamento
INTERVISTA AD ALBERICO LOMBARDI

Come nasce la tua passione per il mondo dello spettacolo e della musica?
La musica è stata sempre una mia grande passione fin da piccolo, sono stato e sono tuttora un grande acquirente di dischi, anche se per timidezza non ho mai pensato di cantare, non lo facevo neanche ad un karaoke. Ho preferito essere sempre dietro le quinte lavorando anche in diverse emittenti radiofoniche campane come speaker.
Quanti anni avevi quando hai preso parte al tuo primo spettacolo?
Tanti, quasi 40 la prima volta fu per un musical con una scuola di Pozzuoli “Aida” di Elton John, fui coinvolto dagli alunni e da una collega che si occupava del teatro. Da lì fui notato da un musicista ed è iniziata la mia gavetta nei locali. Pian piano ho cominciato a farmi notare e sono stato invitato come ospite a diverse manifestazioni. Il mio primo vero spettacolo però fu un tributo a Massimo Ranieri nel 2014.

Ci sono artisti a cui ti ispiri?
Sono “onnivoro” dal punto di vista musicale, quindi ho sempre ascoltato di tutto e cerco, anche grazie ai miei alunni, di rimanere sempre sul pezzo ascoltando anche gli artisti che piacciono alle nuove generazioni, ma certamente sono stato influenzato dai grandi cantautori italiani. Cerco però di mantenere una mia “unicità ”nell’interpretazione e di non somigliare mai a nessuno, canto seguendo il mio istinto, cercando sempre di adattare i brani alla mia vocalità.
Entri nel cuore di tutti, pensi sia una dote o qualcosa che fa parte di noi, attraverso le nostre esperienze, i nostri dolori, le nostre battaglie di vita?
Si può arrivare al cuore delle persone rimanendo autentici, portando sul palco e nella vita di tutti i giorni se stessi, io non fingo mai e non mi tiro mai indietro. Se c’è da piangere piango, se c’è da ridere rido. Sono il risultato di ciò che ho vissuto fino ad ora. La vita non fa sconti a nessuno, e cercare un equilibrio tra gioie e dolori è fondamentale per fare tutto al meglio. Anzi ti dirò che la mia voce è cambiata nel tempo, adattandosi perfettamente alle mie esperienze di vita. Il canto per me è emozione, non puro esercizio di stile.

Di recente ti abbiamo seguito in prima serata sulle reti Mediaset, se dovessi scegliere quale programma ti piacerebbe fare o prenderne parte?
Un programma che ti possa mettere in “luce” senza snaturalizzarti, in un contesto in cui possa sentirmi a mio agio ed essere me stesso.
Pensi che il mondo dello spettacolo sia fatto anche di influencer o pensi che sia un epoca storica in cui queste figure che collezionano visualizzazioni col tempo svaniranno per lasciare spazio a chi realmente è un artista e continua nel mondo dell'arte ad esprimersi?
Spero vivamente che l’epoca dell’immagine di questi influencer alla continua ricerca di perfezione estetica con pochi contenuti sia destinata a scemare, lo spero per le nuove generazioni che si fanno troppo condizionare dal modello finto di estetica che ci viene proposto quotidianamente. Un filtro va più che bene, ma l’ossessione è un’altra cosa e ti porta ad sfiorare il ridicolo. Chi è artista vero per fortuna oggi ha molti modi di esprimersi, ma l’essere artista non coincide sempre con l’essere “popolare”. La popolarità ,il successo oggi dipendono anche dalla fortuna, dagli incontri con qualcuno che crede in te senza secondi fini, gli sciacalli sono sempre in agguato.
Alberico, da dove nasce l’idea di dedicare un intero album a Roberto Vecchioni? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che questo disco doveva esistere?
L’idea nasce dalla profonda stima e ammirazione artistica ed umana che ho per Roberto Vecchioni cui già ho dedicato un intero spettacolo teatrale. Mi è sembrato giusto incidere queste canzoni per lasciare una traccia di quello spettacolo di cui ho conservato lo stile musicale essenziale e chiudere un cerchio.
Perché proprio il titolo “Lezioni d’amore”? Che cosa insegna, secondo te, Vecchioni attraverso le sue canzoni?
Insegna ad amare senza preclusioni e preconcetti. Le ho definite lezioni d’amore perché in queste canzoni c’è tutto, dall’amore classico per la persona amata, all’amore per il proprio mestiere e per la vita nonostante i grandi dolori.
Hai un percorso che si divide in tante figure d'arte ma il tuo gran cuore è rivolto sempre verso il sociale, cosa vorresti fare ancora?
Sfruttare maggiormente la “piccola” popolarità, conquistata per portare avanti le mie battaglie sociali e diffondere messaggi di solidarietà e inclusione. Anche se non dovrebbe essere così ho capito che più sei conosciuto e più le tue parole acquistano credibilità e valore, ben venga quindi sfruttare tutto questo per fini nobili.
(Foto autorizzate)