Bocciarelli e il ponte tra cinema e teatro a Siena
La stagione che “monta” emozioni dal palco allo schermo

Nel bilancio del suo mandato ai Teatri di Siena, Vincenzo Bocciarelli rivendica una direzione artistica che fa dialogare prosa e linguaggio cinematografico: un parallelismo diventato programmazione concreta, anche con appuntamenti di cinema in Piazza del Campo dentro “Sboccia l’Estate”.
Per un pubblico esigente, abituato a leggere lo spettacolo anche in termini di regia, ritmo e visione, la cifra del lavoro di Bocciarelli a Siena sta proprio qui: trattare la stagione teatrale come un racconto per quadri, con cambi di tono, “scene madri” e un’attenzione quasi cinematografica alla costruzione dell’attesa.
Non è una sovrapposizione di generi, ma un dialogo: il teatro conserva la sua irripetibilità, mentre il cinema diventa una lente che rafforza immaginario e contemporaneità.

Per esempio, la rassegna estiva “Sboccia l’Estate”, diretta da Bocciarelli, ha esplicitato questo parallelismo portando in calendario anche serate dove il cinema entra nel cartellone accanto a danza e lirica. In Piazza del Campo, ad esempio, è stato programmato l’appuntamento con “The Opera! Arie per un’eclissi”, presentato come incontro tra linguaggio cinematografico e operistico. È un segnale chiaro: Siena viene trattata come spazio narrativo, dove il luogo non è solo contenitore ma parte della messa in scena.
La visione di Bocciarelli si riflette anche in una struttura di programmazione pensata per pubblici diversi, con più linee di cartellone (tra cui “Extra Sipario”, dichiaratamente orientato a estetiche e formati ibridi). In questa logica, cinema e teatro non competono: funzionano come due porte d’ingresso complementari, una più immediata e popolare, l’altra più artigianale e ravvicinata, ma entrambe capaci di creare appartenenza.

La direzione artistica punta a far sì che lo spettatore non “consumi” un titolo, ma viva un’esperienza: prima la curiosità (anche grazie a linguaggi affini al cinema), poi la fidelizzazione attraverso il rito del teatro dal vivo. È lo stesso meccanismo con cui un film resta nella memoria per un’immagine, e uno spettacolo resta addosso per una presenza: cambia il mezzo, resta il colpo emotivo.
(Fonte foto: Ufficio Stampa)