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Dopo un quarto di secolo Kandinsky riconquista Roma

Oltre settanta capolavori dal Centre Pompidou celebrano a Palazzo Bonaparte l'intera parabola umana e artistica di Vassily Kandinsky, in un viaggio unico che svela la dimensione più intima del maestro
 
(A cura di Roberta Gulotta)
 
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Roma attende da oltre 25 anni il ritorno di Vassily Kandinsky, e l'attesa si è finalmente compiuta con la conferenza stampa ufficiale di presentazione, presieduta da Iole Siena Presidente di Arthemisia.
Dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027, le sale di Palazzo Bonaparte ospiteranno uno straordinario viaggio visivo dedicato all'artefice della più radiosa rivoluzione del Novecento.
La mostra non racconta soltanto la storia di uno dei più grandi maestri del secolo scorso, ma documenta la nascita di una vera e propria metamorfosi visiva. Per Kandinsky, infatti, la pittura era strettamente legata all'udito e all'anima: un colore poteva avere il suono preciso di una melodia e una linea la forza di esprimere un'emozione. Da questa intuizione sinestetica prese vita l'astrattismo, un linguaggio totalmente nuovo e destinato a cambiare per sempre il nostro modo di guardare il mondo.
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L'esposizione, prodotta e organizzata da Arthemisia, nasce da un'opportunità internazionale irripetibile. Approfittando della temporanea chiusura per restauri del Centre Pompidou di Parigi, la curatrice Angela Lampe è riuscita a portare a Roma oltre settanta capolavori assoluti che difficilmente lasciano la capitale francese. Tra le gemme in mostra spicca l'iconico Gelb-Rot-Blau (Giallo, rosso, blu) del 1925, una composizione in cui forme e colori si organizzano secondo una logica quasi musicale. Il percorso espositivo, arricchito dalla consulenza scientifica di Francesca Villanti, si sviluppa attraverso cinque sezioni cronologiche che ripercorrono l'intera parabola umana e artistica del maestro russo: dalle prime opere figurative agli anni di Monaco e del Blaue Reiter, fino alla Russia rivoluzionaria, all'esperienza al Bauhaus e all'ultima stagione parigina. Non è mancato l'incontro con l'Italia da cui rimarrà particolarmente suggestionato approfondendo tecniche ed esperienza.
Il legame con le due donne della sua vita e la dimensione intima.

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La vera forza narrativa e la vera e propria rivelazione di questa esposizione risiedono però in un dialogo artistico inedito, capace di restituire tutta la complessità del Kandinsky uomo, pittore e teorico. Integrato nel percorso, un capitolo di travolgente intensità emotiva è interamente dedicato aGabriele Münter, compagna dell'artista per oltre un decennio e straordinaria protagonista dell'Espressionismo tedesco rimasta a lungo ingiustamente nell'ombra. Esposta per la prima volta in Italia, la produzione della Münter – caratterizzata da contorni netti e campiture intense – dimostra non solo la sua emancipazione stilistica, ma anche il suo ruolo eroico nel proteggere e salvare le opere dell'avanguardia dalla censura del regime nazista.
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Accanto a lei, la mostra celebra la figura di Nina Kandinsky, devota seconda moglie e custode instancabile della memoria del marito. È stato proprio il generoso e immenso lascito testamentario di Nina al Centre Pompidou a permettere di preservare intatto questo patrimonio e farlo giungere fino a noi, offrendo oggi al pubblico italiano il privilegio raro di ammirarlo a Roma.
Per consentire di entrare nella dimensione più quotidiana dell'artista, alle grandi tele si affiancano documenti storici, fotografie, materiali e oggetti personali provenienti direttamente dalla Bibliothèque Kandinsky. Il viaggio sensoriale si completa infine con approfondimenti dedicati alle sue teorie sul rapporto tra colore e musica, offrendo inoltre ai visitatori la possibilità di perdersi fisicamente tra i colori e le geometrie fluttuanti del maestro all'interno di una sala immersiva multimediale, progettata appositamente per la mostra.
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La nostra Roberta Gulotta, grande esperta d'arte
 
Con l'apertura delle porte fissata per oggi, Palazzo Bonaparte si prepara ad accogliere migliaia di visitatori pronti a immergersi in una rivoluzione radiosa, fatta di forme, segni e accordi cromatici capaci di far risuonare le corde più profonde dell'anima.
L'evento gode del patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi, è ed è curata da Angela Lampe, conservatrice delle collezioni moderne del Musée national d’art moderne, con la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti divulgativi di Francesca Villanti. Main partner dell’esposizione è la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema.

La mostra vede come sponsor Generali Valore Cultura, mobility partner Atac e Frecciarossa Treno Ufficiale, media partner Urban Vison e la Repubblica, radio partner Dimensione Suono Soft, hospitality partner Hotel De Russie e sponsor tecnico Ferrari Trento.
Il catalogo è edito da Moebius.

Palazzo Bonaparte - Piazza Venezia 5, Roma
Orari: Dal lunedì al giovedì 9.00-19.30 - venerdì, sabato e domenica 9.00-21.00
 
(Foto: Roberta Gulotta)