Ettore Scola a Palazzo Braschi

L'ultimo testimone dell'anima italiana
(Servizio e foto di Roberta Gulotta)
Presentata alla stampa in Roma il 30 aprile 2026 a Palazzo Braschi la mostra "Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati", una presentazione ufficiale ricca di emozione. L'esposizione celebra il decennale della scomparsa del regista, offrendo un percorso immersivo nella sua eredità creativa e umana.
Dedicata a uno dei giganti del nostro cinema, non è solo un’esposizione, ma un viaggio nell’officina creativa di un uomo che ha saputo leggere l’Italia come nessun altro, un evento che celebra il genio del regista.
L'incontro, introdotto e coordinato dalla giornalista del Messaggero Gloria Satta, ha visto la partecipazione delle figure chiave che hanno reso possibile questo tributo.
Dedicata a uno dei giganti del nostro cinema, non è solo un’esposizione, ma un viaggio nell’officina creativa di un uomo che ha saputo leggere l’Italia come nessun altro, un evento che celebra il genio del regista.
L'incontro, introdotto e coordinato dalla giornalista del Messaggero Gloria Satta, ha visto la partecipazione delle figure chiave che hanno reso possibile questo tributo.

Ad aprire gli interventi è stato l'Assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio, che ha sottolineato il valore civile e poetico del cinema di Scola.
Ilaria Miarelli Mariani (Direttrice Musei Civici) ha illustrato l'importanza di ospitare l'esposizione in una sede prestigiosa come Palazzo Braschi, mentre i curatori Alessandro Nicosia e Silvia Scola (sceneggiatrice, regista e scrittrice figlia del celebre regista) hanno raccontato il meticoloso lavoro di ricerca tra gli archivi privati. Un momento di grande emozione è stato il ricordo di Giulio Scarpati, che ha condiviso aneddoti personali sulla generosità e l'ironia del Grande Maestro.
In un panorama cinematografico odierno spesso dominato da effetti visivi e ritmi frenetici, la mostra di Palazzo Braschi ci ricorda l’importanza capitale della sceneggiatura. Per Scola, la scrittura era l’architettura del mondo: ogni battuta era un bisturi destinato a incidere la realtà. La sua è stata un'eredità unica, fatta di una sagace e caustica ironia che non serviva mai a deridere, ma a comprendere i vizi e le virtù di una società in perenne mutamento. Scola non è stato solo un regista, ma un osservatore implacabile che ha saputo trasformare la commedia in uno strumento di indagine sociologica, lasciandoci un tesoro di storie che sono, a tutti gli effetti, la nostra biografia collettiva.

Il percorso espositivo è disseminato da oggetti e ricordi che faranno la gioia degli appassionati. Non mancano i riconoscimenti ufficiali — una pioggia di premi e statuette che testimoniano una carriera mondiale — ma sono gli oggetti quotidiani a colpire nel segno:
Il celebre maglione con la sciarpa, "divisa" d'ordinanza di un’eleganza mai ostentata.
Il celebre maglione con la sciarpa, "divisa" d'ordinanza di un’eleganza mai ostentata.
I suoi celebri occhiali.- Le macchine da scrivere, incudine su cui sono stati forgiati capolavori come Una giornata particolare.
- I numerosi bozzetti e disegni, che ricordano le sue origini come vignettista al Marc'Aurelio e la sua abitudine di "disegnare" i film prima di girarli.
Andare a Palazzo Braschi non per vedere una mostra, ma per ritrovare se stessi, la propria cultura, il passato e il presente, attraverso i racconti della storia, delle famiglie e delle contraddizioni, riflessi nello sguardo limpido di un uomo che, in fondo, non ci ha mai lasciati.
"Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati" è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale che, attraverso materiali iconografici inediti e testimonianze – tra cui quelle di Fanny Ardant, Giuseppe Tornatore e Dacia Maraini – ripercorre le origini, il percorso artistico e l’eredità di un autore che ha saputo raccontare, con sensibilità e intelligenza, il nostro Paese.
La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e curata da Silvia Scolae Alessandro Nicosia, è organizzata e realizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura. Sono inoltre presenti materiali di Rai Teche, dell’Archivio storico Luce e prestiti della Collezione Studio EL – Cinecittà S.p.A.
Nella foto qui a sinistra: Ettore Scola con Roberta Gulotta
"Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati".
Dal 2 maggio al 13 settembre 2026
al Museo di Roma a Palazzo Braschi
Piazza di San Pantaleo n° 10, 00186 Roma
Informazioni Tel. 060608
Informazioni Tel. 060608