Robert Doisneau al Museo del Genio
L’eleganza di un tempo sospeso

di Roberta Gulotta
Roma si riappropria della poesia del quotidiano. Il giorno 4 marzo 2026, negli spazi del neonato polo museale del Museo del Genio, è stata presentata alla stampa la grande retrospettiva dedicata a Robert Doisneau, aperta al pubblico dal 5 marzo al 19 luglio 2026.
L’evento ha visto la partecipazione entusiasta di Iole Siena (Presidente di Arthemisia), Angelo Virdis (capo Ufficio della Pubblica Informazione e Comunicazione della Marina), Erminia Frigerio (Responsabile Media Relations gruppo Generali Italia) e Antonella Graziano (Responsabile Accordi Commerciali AV · Esperienza: Trenitalia Frecciarossa) , che hanno tenuto a battesimo questa nuova stagione culturale all’insegna della bellezza e dell’umanesimo.
L’evento ha visto la partecipazione entusiasta di Iole Siena (Presidente di Arthemisia), Angelo Virdis (capo Ufficio della Pubblica Informazione e Comunicazione della Marina), Erminia Frigerio (Responsabile Media Relations gruppo Generali Italia) e Antonella Graziano (Responsabile Accordi Commerciali AV · Esperienza: Trenitalia Frecciarossa) , che hanno tenuto a battesimo questa nuova stagione culturale all’insegna della bellezza e dell’umanesimo.

Arthemisia, in collaborazione l’Esercito Italiano e Difesa Servizi e in partnership con la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con questa seconda mostra prosegue nel rilancio di uno degli edifici più straordinari della Città di Roma, il Museo del Genio.
Oltre 140 scatti tra il bianco e nero e a colori, compongono un mosaico di un’epoca che sembra appartenere a un sogno lontano, una sorta di danza del quotidiano tra ironia e disincanto.
La mostra non è solo un’esposizione, ma un viaggio sentimentale in una Parigi (e un’umanità) che probabilmente non esiste più: quella dei giochi dei bambini in strada, della complicità silenziosa delle portinaie e di una socialità fatta di gesti minimi ma eterni.
La mostra non è solo un’esposizione, ma un viaggio sentimentale in una Parigi (e un’umanità) che probabilmente non esiste più: quella dei giochi dei bambini in strada, della complicità silenziosa delle portinaie e di una socialità fatta di gesti minimi ma eterni.
Doisneau, con il suo sguardo "laterale" e mai invadente, non cercava l’artificio, ma la verità di un istante. La sua fotografia è una "battaglia contro l'idea che siamo destinati a scomparire", una “battaglia” che consisteva nel catturare momenti di bellezza, umorismo e tenerezza quotidiana che altrimenti andrebbero perduti per sempre.

La mostra al Museo del Genio assume oggi un valore simbolico ancora più alto: cade infatti nel bicentenario della nascita della fotografia. A duecento anni dal primo incerto scatto della storia di Joseph Nicéphore Niépce che realizza la prima fotografia “Vista dalla finestra a Le Gras” , la retrospettiva di Robert Doisneau si pone come la celebrazione più pura di questo linguaggio.
Ogni scatto, dal Le baiser de l’Hôtel de Ville al celebre Un chien à roulettes, diventa un modo per trattenere la vita, per custodire ciò che è fragile e fugace.
Accanto agli sconosciuti che popolano le vie parigine, l’eleganza di Doisneau si manifesta con la stessa naturalezza nei ritratti delle grandi celebrità. Nelle sale del Museo del Genio, i visitatori possono incrociare lo sguardo di Pablo Picasso, Jacques Prèvert o Alberto Giacometti. Anche qui, Doisneau rifugge la celebrazione retorica: le icone del secolo scorso vengono spogliate del loro mito e restituite alla loro dimensione più autentica e umana, tra ironia e un sottile, elegantissimo disincanto.
L’inaugurazione di questa nuova mostra conferma il debutto ufficiale del Museo del Genio come spazio d’elezione per le grandi mostre internazionali, dove la storia militare incontra l'arte valorizzando la cultura in una nuova cornice.
La mostra, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma, è curata dall’Atelier Robert Doisneau e Gabriele Accornero, ed è prodotta e organizzata da Arthemisia in partnership con la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e Poema.
La mostra, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma, è curata dall’Atelier Robert Doisneau e Gabriele Accornero, ed è prodotta e organizzata da Arthemisia in partnership con la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e Poema.
La nostra inviata, l'Artista Roberta GulottaIl progetto nasce dalla collaborazione tra Arthemisia e Ministero della Difesa, Esercito Italiano e Difesa Servizi, società in house del Ministero della Difesa che ha avviato un importante percorso di valorizzazione dei Musei Militari aprendoli al grande pubblico attraverso iniziative culturali, per promuovere e rendere accessibile a tutti l’immenso patrimonio storico – artistico della Difesa.
Il progetto, in collaborazione con Bridgeconsultingpro, vede come sponsor Generali Italia con il programma Generali Valore Cultura.
La mostra si inserisce inoltre nelle celebrazioni del 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, sancito il 30 gennaio 1956 come simbolo di amicizia, cooperazione e valori comuni all’interno del contesto europeo.
La Prof.ssa Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, main partner del progetto, afferma: «Dopo il successo ottenuto dalla mostra di Vivian Maier, con la quale abbiamo riaperto al pubblico il Museo del Genio, la scelta di dedicare una monografica al fotografo francese Robert Doisneau risponde a una precisa volontà progettuale: desideriamo, infatti, da un lato onorare il bicentenario della nascita della fotografia, dall’altro celebrare il 70esimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi. L’opera di Doisneau testimonia perfettamente come oggi la fotografia non sia più una forma espressiva subordinata alla pittura, ma sia diventata un linguaggio artistico a pieno titolo, che interroga il reale, il dolore e la bellezza con assoluta dignità e autorevolezza. Utilizzando un approccio mai invasivo e spesso venato di sottile ironia, Doisneau ci sprona a cercare l’armonia nella vita quotidiana di Parigi, attraverso uno sguardo “laterale”, discreto, che non forza mai la realtà ma ne attende la verità spontanea. Nelle sue foto emerge un mondo ideale: più benevolo, più empatico, profondamente umano.».
La mostra si inserisce inoltre nelle celebrazioni del 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, sancito il 30 gennaio 1956 come simbolo di amicizia, cooperazione e valori comuni all’interno del contesto europeo.
La Prof.ssa Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, main partner del progetto, afferma: «Dopo il successo ottenuto dalla mostra di Vivian Maier, con la quale abbiamo riaperto al pubblico il Museo del Genio, la scelta di dedicare una monografica al fotografo francese Robert Doisneau risponde a una precisa volontà progettuale: desideriamo, infatti, da un lato onorare il bicentenario della nascita della fotografia, dall’altro celebrare il 70esimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi. L’opera di Doisneau testimonia perfettamente come oggi la fotografia non sia più una forma espressiva subordinata alla pittura, ma sia diventata un linguaggio artistico a pieno titolo, che interroga il reale, il dolore e la bellezza con assoluta dignità e autorevolezza. Utilizzando un approccio mai invasivo e spesso venato di sottile ironia, Doisneau ci sprona a cercare l’armonia nella vita quotidiana di Parigi, attraverso uno sguardo “laterale”, discreto, che non forza mai la realtà ma ne attende la verità spontanea. Nelle sue foto emerge un mondo ideale: più benevolo, più empatico, profondamente umano.».
Le fa eco il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, mecenate e filantropo: «Robert Doisneau è considerato uno dei padri fondatori del fotogiornalismo di strada o Street Photography, che annovera personaggi di fama mondiale quali Henri Cartier-Bresson, ma anche talentuosi esponenti come, ad esempio, Curtis Bill Pepper e suo figlio John R. Pepper, ai quali ho dedicato in passato più di una mostra antologica di successo. Tornando a Doisneau, egli incarna l’evoluzione della “fotografia umanista” in arte autonoma, nobilitando la quotidianità attraverso un linguaggio visivo poetico ed emotivo. Si tratta di altro rispetto alla mera cronaca: è una narrazione d’autore che predilige l’ironia e la tenerezza, catturando quell’infinitamente piccolo che definisce l’esperienza umana. Attraverso il suo linguaggio autorevole, Doisneau trasforma la quotidianità urbana in un racconto senza tempo, confermandosi un pilastro imprescindibile di quel percorso che ha nobilitato l’immagine fotografica durante il Novecento.».
L’esposizione vede come mobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale e Atac e radio partner Dimensione Suono Soft.
Fino a metà luglio, Roma ospita dunque non solo una mostra, ma un invito a guardare il mondo con occhi più curiosi e sensibili, trovando la bellezza nel gesto più semplice di un passante o nel sorriso di un bambino.
Fino a metà luglio, Roma ospita dunque non solo una mostra, ma un invito a guardare il mondo con occhi più curiosi e sensibili, trovando la bellezza nel gesto più semplice di un passante o nel sorriso di un bambino.