Skip to main content

Send help: travolti da un insolito Sam Raimi

 Il motivo per cui ad aprire Send help- nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 29 Gennaio 2026 – è la Rip her to shreds dei Blondie e a chiuderlo è la One way or another degli stessi è semplicissimo: la protagonista Linda Liddle ama ascoltarli.

18Send help poster

La Linda Liddle che, incarnata da un’eccezionale Rachel McAdams, trasandata e tipicamente outsider lavora con grande serietà nell’azienda che il suo defunto capo avrebbe voluto un giorno affidarle, finendo invece maltrattata dal sessista figlio erede di questi: Bradley Preston, ovvero il Dylan O’Brien della trilogia Maze runner.

Almeno fino a quando, in seguito ad un incidente aereo, si ritrovano entrambi e soli bloccati su un’isola deserta nel Golfo della Thailandia, in maniera analoga a quanto accadeva a Mariangela Melato e Giancarlo Giannini in Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto di Lina Wertmüller.

Incidente aereo piuttosto spettacolare e che già presenta il grottesco tocco ironico di colui che si trova dietro alla macchina da presa: il Sam Raimi riconosciuto maestro dell’horror grazie alla trilogia Evil dead/La casa e che si riavvicina ora al genere diciassette anni dopo Drag me to hell.

26uominiSend help 2

Anche se, sebbene non rinunci a vomito e spruzzate di splatter e tiri in ballo, nel mucchio, una sanguinosa situazione da eco-vengeance a base di ferocissimo cinghiale, Send help non è propriamente classificabile come film dell’orrore. Con Linda e Bradley costretti a convivere in una disperata lotta per la sopravvivenza, possiamo al massimo parlare di un survival thriller, ma molto vicino alla black comedy considerando l’abbondanza di humour nero di cui è imbevuto.

Humour tipicamente raimiano, come pure alcune inquadrature ravvicinate a mo’ di dettagli macroscopici e determinate soggettive che ricordano proprio quella del demone nella citata saga Evil dead.

28Send help 1

Dunque, dopo le parentesi Disney de Il grande e potente Oz e Doctor Strange nel multiverso della follia, il talentuoso cineasta statunitense torna ad occuparsi di una tipologia di spettacolo in fotogrammi più personale e, al contempo, per lui inedita.

Perché, una volta presentati i due personaggi principali e lasciato immediatamente emergere il loro rapporto conflittuale, riesce nella non facile impresa di non percorrere strade già battute nell’inscenare l’inevitabile scontro tra vittima e carnefice.

Concretizzando una coinvolgente e violentemente divertente metafora anticapitalista, cinica e spietata, che non solo non scade in banale e sempre più abusato femminismo, ma evita in maniera intelligente una scontata scissione tra buoni e cattivi.

Per merito anche e soprattutto della mai prevedibile sceneggiatura dei Damian Shannon e Mark Swift occupatisi, tra gli altri, degli script di Freddy vs Jason e del Venerdì 13 datato 2009.

Francesco Lomuscio      

(Fonte foto: Ufficio Stampa)