Venezia 83 A Tinto Brass il ‘Premio Pietro Bianchi 2026
Dai Giornalisti Cinematografici d’intesa con la Biennale di Venezia

Elettra Ferraù e Roberta Gulotta con Tinto Brass (Foto by Claudio Patriarca - copyright)
Il riconoscimento ad un autore radicalmente libero e visionario nell’anno in cui la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia dedica la preapertura al suo film Col cuore in gola in versione restaurata digitale 4k dal CSC – Cineteca Nazionale con il decisivo supporto di Netflix
Va quest’anno a Tinto Brass il prestigioso Premio Pietro Bianchi, riconoscimento che i Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) consegnano tradizionalmente al Lido – da sempre d’intesa con la Biennale di Venezia - ad una personalità eccellente del cinema italiano. Un tributo che si lega quest’anno più che mai alla Biennale presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera, che dedicano la preapertura, al suo film Col cuore in gola (1967), presentato in anteprima mondiale martedì 1° settembre nella versione restaurata in digitale 4k dal CSC – Cineteca Nazionale con il decisivo supporto di Netflix e utilizzando i materiali degli aventi diritto Compass Film.
“Regista, sceneggiatore, montatore, scrittore e anche attore, Tinto Brass è maestro di un cinema radicalmente libero, visionario e anticipatore, capace di attraversare i generi e le epoche con la forza di uno sguardo sempre irriverente, anticonformista e profondamente vitale” si legge nella motivazione dei Giornalisti Cinematografici. “Brass ha saputo reinventare il linguaggio cinematografico con il gusto del cinema d’autore e, insieme, l’istinto del grande sperimentatore. Un protagonista unico del cinema italiano che ha osato guardare oltre le regole dello sguardo per inventarsi l’immaginario di un cinema siglato da provocazioni culturali che hanno segnato la storia del costume e dello spettacolo”.
Col cuore in gola (1967)
Thriller pop diretto e montato con piglio personalissimo da Tinto Brass, Col cuore in gola fu girato interamente a Londra, protagonisti d’eccezione Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin, primo film della triade di pellicole ambientate nella capitale realizzato con la speciale consulenza grafica di Guido Crepax, Liberamente ispirato al romanzo Il sepolcro di carta di Sergio Donati, sceneggiato da Tinto Brass, Francesco Longo e Piere Lévy-Corti e accompagnato dalla colonna sonora di Armando Trovajoli, Col cuore in gola è la storia del breve, ma fatale incontro fra un attore francese che si imbatte in una giovane donna in stato di choc trovata di fronte al cadavere di un uomo.
Il restauro
Realizzato dal CSC – Cineteca Nazionale con il decisivo supporto di Netflix e utilizzando i materiali degli aventi diritto Compass Film, il restauro restituisce splendore a un’opera cult, manifesto del cinema libero e sperimentale degli anni Sessanta, che grazie alla Mostra 83 torna sul grande schermo a testimoniare la modernità radicale di un autore che ha saputo anticipare i tempi, ridefinendo i confini del linguaggio visivo.